Andreoli rincorre con l’Italia una medaglia che sarebbe storica

L’esordiente ha superato l’esame ed è stata promossa in finale. Angela Andreoli ha convinto il dt Enrico Casella, che ha deciso di schierare la diciottenne di San Polo su tre attrezzi stasera nella finale del concorso generale a squadre. Alla ginnasta della Brixia spetterà il compito di chiudere le rotazioni azzurre al volteggio, alla trave e al corpo libero, in quanto sarà sempre la terza a esibirsi.
Nell’appuntamento con la storia Casella propone una formazione nuova, tenendo purtroppo conto delle condizioni fisiche non ideali di Elisa Iorio. Solo Alice D’Amato verrà schierata in tutti e quattro gli esercizi, sempre come seconda. Manila Esposito replicherà il percorso di Andreoli, ma in prima posizione. Alle parallele invece oltre alla ligure saranno schierata Giorgia Villa per rompere il ghiaccio e Elisa Iorio per concludere. In finale non ci si possono permettere errori, poiché la formula non concede alcuno scarto: tre esercizi per attrezzi e tutti validi.
Il punto
Il secondo posto nella qualificazione alle spalle delle statunitensi ha galvanizzato la squadra azzurra (ieri i ragazzi hanno chiuso al sesto posto), pronta a farsi trovare pronta nel momento decisivo. «Il piazzamento di domenica - racconta Casella - è indicativo dello stato di salute dell’intero movimento. Per carità, la qualificazione non assegnava medaglie, ma siamo pur sempre all’Olimpiade e quando contava ci siamo fatte trovare pronte».
Con gli States

In virtù del sorteggio che vedrà le prime due squadre girare insieme, a partire dalle 18.10 nell’arena di Bercy, Stati Uniti e Italia saranno nel medesimo gruppo, cominciando al volteggio, con le ginnaste che saliranno alternandosi. Insomma le Fate si mescoleranno con gli esercizi di Sunisa Lee, Jordan Chiles e soprattutto Simone Biles. Francamente una cosa del genere non era neanche nei sogni della vigilia. Eppure si è realizzata. «In effetti, se me l’avessero detto prima di partire non ci avrei creduto - continua Casella -. Elisa Iorio ha accusato un trauma distorsivo, pertanto non potremo contare su di lei a trave e volteggio e in quest’ultimo, in particolare, perdiamo un doppio avvitamento. La vedremo invece alle parallele, così come anche Giorgia Villa».
Obiettivi
Il bello della finale è che si riparte daccapo con una nuova formula: «Nello scenario positivo possiamo migliorare il punteggio della qualificazione, ma in quello negativo possiamo anche peggiorarlo. Sulla carta D’Amato può far meglio al volteggio, Esposito alla trave e Villa alle parallele. L’importante però sarà rifare gli altri esercizi bene come nel primo atto, dove su sedici salite non abbiamo avuto nemmeno una caduta».
Le altre nazioni non staranno a guardare. A cominciare dalla Cina, staccata di appena un paio di decimi, continuando col Brasile, vicecampione del mondo che può contare sulla fuoriclasse Andrade, dietro di quattro decimi dalle italiane. Più distanti Giappone, Canada e Gran Bretagna, argento ai Mondiali di Liverpool 2022. L’unica fuori dai giochi sembrerebbe la Romania.
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