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Alessandro Fantini torna a casa a 60 anni dalla sua tragica fine

Le spoglie del ciclista traslate da Brescia al suo paese natio, Fossacesia: due giorni di celebrazioni
  • Fantini, la salma del ciclista da Brescia a Fossacesia 60 anni dopo la morte
    Fantini, la salma del ciclista da Brescia a Fossacesia 60 anni dopo la morte
  • Alessandro Fantini. Ciclista abruzzese ma bresciano d’adozione
    Fantini, la salma del ciclista da Brescia a Fossacesia 60 anni dopo la morte
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    Fantini, la salma del ciclista da Brescia a Fossacesia 60 anni dopo la morte
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Alessandro Fantini torna a casa a 60 anni dalla sua morte. Le spoglie del ciclista d’origine abruzzese, ma bresciano d’adozione, verranno traslate da Brescia, dove riposa dalla tragica morte avvenuta al termine di una volata al Giro di Germania nel 1961, a Fossacesia, il paese delle sue origini. Partito per il militare con destinazione Brescia vi trovò casa, amore e gloria sportiva.

Tesserato per lo Sport Club Brescia di Mario Podetta che fu per lui quasi un secondo padre, Fantini ottenne subito grandi e numerosi successi da dilettante che gli valsero poi il passaggio alla categoria dei professionisti. Seppe farsi largo negli sprint come velocista di razza ottenendo sette vittorie di tappa al Giro d’Italia e due al Tour de France.

Ma era pure un corridore che sapeva esprimersi occasionalmente in salita. Nella leggendaria tappa del Bondone al Giro d’Italia del 1956 vinta sotto la tormenta di neve dal lussemburghese Charly Gaul, Fantini concluse al secondo posto ad oltre 7 minuti dallo scalatore e terminò il Giro al sesto posto. In quell’edizione del Giro Fantini indossò per nove giorni consecutivi la maglia rosa. Corridore determinato e generoso, per molti abruzzesi è ancora un simbolo di affermazione personale e di riscatto, emigrato dalla sua terra in cerca di gloria, ha spesso combattuto contro la sorte avversa finchè quest’ultima ha avuto il soppravvento.

La tragica morte avvenne all’età di 29 anni, nel pieno della sua maturità sportiva, durante la sesta tappa del Giro di Germania con traguardo nell’antica Treviri. Lasciò all’epoca la moglie Maria Teresa conosciuta a Brescia nel quartiere San Rocchino e la piccola Marina di pochi mesi. La sua salma fu pertanto tumulata nella nostra città, ma il desiderio di riportare il campione di Fossacesia nel suo paese natio è rimasto sempre forte fra la sua gente. Finchè nel 2017 è partita dall’Abruzzo la prima richiesta ufficiale al comune di Brescia per avere lo spoglie dell’indimenticato ciclista.

Nel frattempo una società ciclistica locale ha assunto il suo nome, in un legame indissolubile e nella promozione di competizioni ciclistiche giovanili e il comune di Larciano gli aveva intitolato il velodromo all’interno dello stadio Biondi. Il ritorno delle spoglie di Fantini a Fossacesia, ottenuto il benestare della famiglia, sarà oggetto di due giorni di celebrazioni sabato 4 e domenica 5 settembre per la comunità abruzzese. Con l’inaugurazione di un cippo a lui dedicato nella piazza che porta il suo nome, la proiezione del documentario «Alessandro Fantini, storia di un campione sfortunato» e una rappresentazione teatrale sul campione.

Al mattino anche un convegno con la Fondazione Michele Scarponi dedicato a ciclismo e sicurezza. Domenica invece la sessantesima edizione del Gran Premio Fantini. Ogni anno il «Gp Alessandro Fantini» è appuntamento fisso per gli Allievi di tutta Italia (quest’anno ai nastri di partenza sarà presente anche la bresciana Aspiratori Otelli).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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