Wimbledon, Sinner contro Alcaraz: rivincita o una conferma?

Come da pronostici generalmente condivisi da assai prima dell’inizio del torneo, la finale di Wimbledon 2025 vedrà la sfida tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Il match di domenica sarà la rappresentazione plastica di un passaggio generazionale: lo scontro tra l’italiano e lo spagnolo è infatti definitivamente il nuovo «clasico», il confronto tra le due nuove forze dominanti del tennis professionistico dopo anni di predominio della vecchia guardia, quella dei giocatori-monstre Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovioc, 66 slam vinti in tre.
Per Sinner, numero 1 del ranking Atp, che ha raggiunto l’atto conclusivo eliminando proprio Djokovic, sarà la prima finale sull’erba londinese. Alcaraz, numero 2 mondiale e campione in carica, punta al terzo titolo conquistato consecutivamente sull’erba di SW19. Oggi il murciano ha superato Taylor Fritz in semifinale, ma ha dovuto concedergli l’onore di un set.
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— Wimbledon (@Wimbledon) July 11, 2025
La finale metterà a confronto approcci al gioco assai diversi: la metodicità e la potenza di Sinner contro l’imprevedibilità e la duttilità di Alcaraz. Nati nel 2001 e 2003, con la loro supremazia stanno ipotecando il futuro del tennis del prossimo decennio: l’ultimo loro testa a testa risale a poco più di un mese fa al Bois de Boulogne, nell’indimenticabile finale sul Philippe Chatrier. In quell’occasione prevalse Carlitos al quinto set, al termine di una rimonta già entrata di diritto nella storia del tennis. Vedremo tra poche ore se si tratterà di una conferma di quel risultato oppure della rivincita dell’attuale (da 57 settimane) capofila Atp.
Alcaraz

La cronaca della giornata non fornisce colpi di scena. Il primo a conquistare il pass per la finale è stato Carlos Alcaraz. Lo spagnolo ha superato l’ostacolo Taylor Fritz in quattro set, al termine di un match veloce che ha vissuto di fiammate e tensione crescente.
I primi due parziali (6-4 5-7) sono stati improntati all’equilibrio, pur senza offrire uno spettacolo di alta qualità. Poi Alcaraz ha accelerato nel terzo set (6-3), senza trovare resistenza, mentre nel quarto parziale ha dovuto fare appello a tutto il repertorio di colpi magistrali per chiudere i conti. Il tie-break finale è stato una montagna russa: avanti 4-1, Carlos si è fatto riprendere e poi ha annullato due set point prima di imporsi 8-6. Vittoria sofferta ma meritata.
Sinner
Poche ore dopo, è toccato a Jannik Sinner firmare l’altra metà del tabellone. L’azzurro ha giocato una partita praticamente perfetta contro Novak Djokovic, dominando i primi due set con un doppio 6-3. Potente, preciso, calmo, ha dato un saggio del suo tennis più maturo. Solo nel terzo set ha vissuto un passaggio a vuoto, andando sotto 0-3. Ma il tentativo di rientrare in corsa da parte del serbo si è spento lì: Jannik ha piazzato cinque game di fila, si è preso il parziale 6-4 e ha chiuso la pratica della semifinale.

Il sette volte campione a Church Road ha dovuto cedere alla forza e alla freschezza dell’italiano. A 37 anni compiuti due mesi fa, Nole ha lottato con orgoglio, ma ha faticato a contenere la pressione di un avversario in piena fiducia. Inoltre, Djokovic pare non fosse in condizioni fisiche perfette. In conferenza stampa ha detto di volersi «congratulare con Jannik per un'altra grande prestazione. Ecco. Lui è in finale. È troppo forte. Tuttavia, sono deluso per non essere riuscito a muovermi bene come pensavo o speravo. È l'età, è l'usura del corpo. Per quanto me ne prenda cura, la realtà mi colpisce proprio ora. È difficile per me accettarlo perché sento che quando sono fresco, quando sono in forma, posso ancora giocare un tennis davvero buono». Parole che suonano come un primo accenno di ipotesi di addio al circuito anche da parte del serbo classe 1987.
Sull’appuntamento di domenica, Nole pronuncia le parole definitive che tutti s’aspettavano da lui: «Dopo la partita che hanno giocato a Parigi, credo che l’attesa per questa finale sia grande, incredibile. Anche perché Jannik e Carlos sono decisamente diversi livelli sopra tutti gli altri in questo momento».
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