Wimbledon: tra ansie per Sinner e certezze chiamate Alcaraz

Il gomito continua a preoccupare il numero uno Atp: solo domani sapremo se potrà sfidare Shelton. Intanto il murciano spazza via Norrie
Sinner aveva accusato un problema al gomito nel match contro Dimitrov - Foto Epa © www.giornaledibrescia.it
Sinner aveva accusato un problema al gomito nel match contro Dimitrov - Foto Epa © www.giornaledibrescia.it
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La storia più intrigante è quella che non si vede. Per ore il titolo è: «Come sta Sinner? E, soprattutto, dov’è?». Come sapete, lunedì Jannik aveva rischiato di finire fuori torneo a Wimbledon contro Grigor Dimitrov, negli ottavi di finale, per colpa di una precocissima scivolata dietro la riga di fondo che lo aveva costretto a uno stop medico, con massaggio all’articolazione del gomito e relativo antidolorifico. Il bulgaro, però, si era ritirato per infortunio nel terzo set, quand’era avanti per 6-3 7-5 2-2, lasciando via libera all’avversario.

L’attesa

Oggi per Jannik era previsto un allenamento alle 16 nel settore Aorangi, non aperto al pubblico, con i coach Simone Vagnozzi e Darren Cahill. Vederlo in campo avrebbe tranquillizzato tutti. La sessione è stata invece cancellata all’ultimo minuto, dando il via a timori, illazioni e chiacchiere incontrollate. Di fatto, sembra che il numero 1 ATP, dopo aver saputo gli esiti della risonanza al gomito, abbia preferito organizzare un allenamento leggero su uno dei campi coperti che si affacciano su Somerset Road, lontano da sguardi indagatori. Solo domani sapremo, quindi, se potrà misurarsi con Ben Shelton, fresco vincitore su Lorenzo Sonego, oppure no. Il match è programmato nel pomeriggio sul campo numero 1, forse perché Jannik ha sofferto molto l’erba scivolosa e la luce naturale falsata dal tramonto del Centrale.

Alcaraz spazza via Norrie

Lo spagnolo Carlos Alcaraz - Foto Epa © www.giornaledibrescia.it
Lo spagnolo Carlos Alcaraz - Foto Epa © www.giornaledibrescia.it

Il tennis giocato non riserva sorprese. La giornata si chiude sul Centre Court con Carlos Alcaraz che conferma il feeling con l’erba di SW19. In appena 101 minuti, il murciano falcia Cameron Norrie con un netto 6-2 6-3 6-3. I dati sono eloquenti: 13 ace, l’89 per cento di punti vinti con la prima di servizio, 39 vincenti a fronte di soli 26 errori non forzati. Il primo set vola via in 28 minuti: un dominio così intenso che – se raffigurato – sarebbe stato una linea perfettamente retta. Norrie, ultimo baluardo britannico, ha qualche lampo di resistenza (quattro palle break), ma Alcaraz spegne in fretta le speranze del pubblico locale.

Ora la sfida con Fritz

Per il numero 2 al mondo sarà la terza semifinale consecutiva a Wimbledon e l’ottava in uno Slam, eguagliando uno dei record della prima grande leggenda del tennis spagnolo, Manuel Santana. Dall’altra parte del campo lo aspetta venerdì Taylor Fritz: il californiano supera infatti il russo Karen Khachanov 6-3 6-4 1-6 7-6 in un match combattuto, durato 2 ore e 36 minuti sulla Court No. 1. Per il rampollo della dinastia May, imprenditori della grande distribuzione e tennisti di alto livello – sua madre Kathy fu una Top Ten, il padre Guy è tuttora uno dei coach più premiati d’America – sarà la prima semifinale sull’erba dell’AELTC.

Il tabellone femminile

Nel tabellone femminile, Aryna Sabalenka fatica a imporre il proprio predominio. Per superare il turno, la bielorussa deve mettere mano all’arsenale delle armi pesanti: dopo aver ceduto il primo set 4-6, s’impone sparando a palle incatenate nel secondo e terzo parziale (6-2 6-4) contro Laura Siegemund, tatticamente superiore. La tedesca, 37 anni, è l’eroina sconfitta della giornata, adottata dal pubblico che adora il suo gioco fatto di invenzioni e variazioni. Il prossimo ostacolo della numero 1 WTA sarà, in semifinale, Amanda Anisimova. L’americana di origine russa vince con personalità contro la russa di cuore e passaporto Anastasia Pavlyuchenkova (6-1 7-6), grazie anche a un po’ di fortuna nei momenti più delicati del secondo parziale, quando deve annullare una serie di palle break.

L'urlo di gioia di Aryna Sabalenka - Foto Epa © www.giornaledibrescia.it
L'urlo di gioia di Aryna Sabalenka - Foto Epa © www.giornaledibrescia.it

Il torneo junior

Merita qualche parola anche Jacopo Vasamì, il mancino italiano classe 2007 che supera in due set (7-6 6-4) l’americano Noah Johnston nel torneo junior. Il romano sfoggia buone qualità tecniche, alterna servizi liftati a slice tagliati, affianca potenza a tocco. In campo non concede nulla, raramente si distrae. Un osservatore ITF lo definisce «uno dei giovani più promettenti del panorama europeo, piacevole da vedere anche per la varietà nei colpi e la lucidità nel momento decisivo». La Federazione Italiana Tennis sta costruendo un percorso ad hoc per lui: staff dedicato, preparazione atletica mirata, supporto mentale. Il futuro è sempre dietro l’angolo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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