Sebino e Franciacorta

Passirano, il presepe No Green pass rimane aperto

Polemiche in paese: il sindaco e il parroco prendono le distanze
Draghi e le pecore. Il presepe «atipico» nella chiesetta di Sant’Anna
Draghi e le pecore. Il presepe «atipico» nella chiesetta di Sant’Anna

Il presepe No-Green pass almeno un merito l’ha avuto, ovvero quello di aver compattato la comunità di Passirano nel ribadire, una volta di più, l’importanza dei vaccini. Unanime la bocciatura (con varie sfumature) di quella triste rappresentazione della natività nella chiesetta di Sant’Anna. Ma le polemiche non sono certo bastate a far cambiare idea a chi lo ha realizzato, anche ieri il piccolo edificio sacro (censito dalla Diocesi come «proprietà Ceni») era aperto e così resterà.

Anzi, accanto alla porta è apparsa una freccia con luccicante addobbo natalizio anni Ottata a indicare il presepe: l’orgoglio per la propria opera come risposta alle critiche, alla marea di critiche. Del resto con noi erano stati molto chiari nel sottolineare che «loro fanno quello che vogliono», e quindi avanti con la battaglia contro «l’infame tessera verde», perché loro mica sono caproni, si informano su internet e la sanno lunga, non gliela racconti. Altro che ascoltare Draghi, Mattarella, Figluolo, virologi ed esperti, come invece fa la stragrande (saggia e coscienziosa) maggioranza degli italiani.

Una presa di posizione netta arriva dal sindaco Francesco Pasini Inverardi che ieri è andato personalmente a vedere il presepe e ne è uscito «con una sensazione di profonda tristezza». «Mi sembra opportuno intervenire, seppur con poche parole - spiega il primo cittadino -. In uno Stato democratico ognuno è libero di esprimere la propria opinione, ma sinceramente mi sembra che la rappresentazione sia, anzitutto, blasfema verso la religione cattolica, nonché irriverente nei confronti delle Istituzioni».

Il sindaco si fa portavoce di quel fastidio che molti concittadini stanno manifestando: «La nostra comunità ha sofferto molto per i lutti e le persone risultate positive al virus – prosegue Pasini Inverardi -, molte anche in gravi condizioni ed oggi fortunatamente ancora vive. Sappiamo bene che il vaccino è un’arma importante contro la diffusione del virus e le sue conseguenze drammatiche. Per quanto mi riguarda, so che la maggior parte dei miei concittadini è favorevole alla vaccinazione anti-Covid (89% dei vaccinati con la seconda dose a Passirano, ndr) e non sarà certo questa brutta iniziativa a farci cambiare opinione».

Anche il parroco don Giovanni Isonni (arrivato da pochi mesi)prende in modo netto le distanze dall’iniziativa: «Io la penso in modo totalmente diverso, ripeto: nei giorni scorsi ho fatto la terza dose e penso che tutti dovrebbero vaccinarsi». Vale la pena continuare a ripeterlo, senza sosta e con convinzione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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