Marito e padre amorevole, lavoratore con una passione viscerale per il suo impiego in cantina, uomo dalle grandi passioni, a partire da quelle per la montagna e per il «suo» coro. Era questo, e molto altro, Massimiliano Piermattei, il «capocantiniere» della azienda vitivinicola Monte Rossa scomparso tragicamente mercoledì pomeriggio in un terribile, quanto inspiegabile, incidente in cantina.
L’incidente
Il 50enne direttore della cantina posta a Bornato di Cazzago, ricordiamolo, è stato ritrovato dai colleghi l’altro ieri riverso a terra esanime, schiacciato tra i supporti e il cassone di una delle macchine «Gyropalette» che effettuano l’operazione del remuage (movimento delle bottiglie per depositare i residui nel «collo» e successivamente espellerli). Un incidente che ha sconvolto ovviamente i colleghi dell’azienda cazzaghese, dov’era molto amato, ma anche tutta la «comunità» che lavora il Franciacorta. Dallo shock per la notizia si sono susseguiti infatti messaggi di cordoglio molto sentiti per Piermattei da colleghi, amici e dai cittadini delle comunità di Capriolo (dov’è cresciuto) e di Castel Mella, dove viveva. Messaggi che ben descrivono Massimiliano e le sue qualità umane: «Perdiamo una persona splendida, difficile spiegare a parole il suo essere così perbene, corretto e piacevole in tutto – lo ricorda un amico, anche lui al lavoro in ambito enologico -. Serio e preciso sul lavoro, e tutto questo rende ancora più inspiegabile quell’incidente, ma anche divertente e sempre pronto alla battuta. Mancherà a tutti».



