Papà Patrick ha il telefonino tra le mani. «Quante fotografie ho di lui. Non riesco a crederci». E le lacrime gli tolgono le parole. Piange il figlio più grande che non c’è più, trovato senza vita a 13 anni nella cameretta che condivideva con i fratelli più piccoli. Bryan dormiva più in alto sul letto a castello a tre piani, proprio quello al quale giovedì sera ha attaccato la cintura dell’accappatoio.
A lanciare l’allarme è stata la madre, avvisata - dramma nel dramma - dalla sorellina del ragazzino che ha visto quello che nessuno, e soprattutto un bambino, dovrebbe vedere. Inutile la corsa al pronto soccorso, dove il 13enne è deceduto per esser rimasto troppo tempo senza respirare. «Ero all’allenamento, mia moglie mi ha chiamato e mi ha gridato di correre in ospedale. Le ho chiesto tre volte il motivo e quando sono arrivato mi ha solo detto: nostro figlio è morto» spiega il genitore che con il figlio condivideva la grande passione per il calcio.




