La premessa è d’obbligo: al momento, il danno erariale non c’è. A constatarlo, ricevuta alla mano, sono stati i funzionari della Prefettura di Brescia, ai quali Paolo Rosa ha mostrato lo scontrino della tipografia che avrebbe pagato di tasca sua.
Ma di violazione delle norme sì, si può parlare. Il fatto: il sindaco di Adro, nei giorni scorsi, ha recapitato nelle cassette postali dei cittadini una lettera su carta intestata del Comune (con logo, timbro e firma) nella quale li invitava a votare Lega e suggeriva di dirottare le preferenze a due candidati in particolare: Davide Caparini e Francesca Ceruti, rispettivamente assessore e consigliere regionale uscente, entrambi del partito di Matteo Salvini. La propaganda elettorale «vestita» del timbro istituzionale non è passata inosservata, anzi. Già nella giornata di sabato il tam tam si è trasformato in clamore.




