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Sebino e Franciacorta

SOLIDARIETÁ

Faceva il postino e ora porta la speranza ai bambini poveri

Daniele Piacentini

Sebino e Franciacorta
26 gen 2022, 07:55
Luciano Rangoni in Burundi - © www.giornaledibrescia.it

Luciano Rangoni in Burundi - © www.giornaledibrescia.it

Due decadi di Burundi, a fianco degli ultimi di Kiremba, anche grazie alla solidarietà bresciana. È la storia di Luciano Rangoni. Superate le 70 candeline, lo storico (ex) postino di Villa Pedergnano, frazione di Erbusco, continua il suo lavoro da missionario laico.

Alle sue spalle tante realtà (come Museke Onlus di Castenedolo, attiva dal 1969 nei Paesi in via di sviluppo) e soprattutto un nugolo di semplici cittadini, gli amici di sempre di Villa Pedergnano, che non hanno mai smesso di aiutarlo. Anche grazie a questo legame, rinforzato da ogni ritorno a casa, pochi giorni fa è nato proprio a Kiremba un nuovo salone, destinato a ospitare l’asilo dei bambini pigmei, considerati in Burundi i più poveri tra i poveri.

Il nuovo asilo per i bambini pigmei - © www.giornaledibrescia.it

«L’arredamento - spiega Museke Onlus - è stato realizzato da tre ragazzi della scuola di falegnameria sapientemente guidati dal loro maestro. Una grande soddisfazione per tutti. Inoltre Luciano ha ingaggiato per la costruzione dell’asilo alcuni uomini disoccupati, dando loro una paga dignitosa, ma avendoli avvisati fin dal principio che avrebbe trattenuto una parte del compenso per un progetto... a loro favore. Le trattenute, a lavoro terminato, si sono tramutate in letti, in cui nessuno di loro ha mai dormito prima d’ora. L’entusiasmo? Alle stelle».

Un primo messaggio di speranza dopo i disastri provocati, lo scorso 27 novembre, dall’uragano che ha colpito la zona dove si trova Rangoni, distruggendo i raccolti, le abitazioni e i pochi mezzi di sussistenza delle famiglie

Ancora più indispensabile, quindi, il lavoro di Luciano, che in vent’anni - e grazie anche a tanti erbuschesi - è riuscito a mettere in piedi un piccolo paese: dal dispensario alla panetteria che fornisce pane al vicino carcere, dal centro di accoglienza alle scuola, fino a una radio comunitaria, con cui gli alunni dei villaggi dispersi nel territorio hanno potuto iniziare a frequentare, a distanza, le lezioni.

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