Un archivio di 6mila fotografie che immortalano il Guglielmo immerso in bufere di neve notturne, abbellito da prati, fiori che bucano la neve, vivacizzato da branchi di mufloni al galoppo e marmotte appostate sulle rocce, isolato dal mondo sottostante da distese di nuvole che isolano la sua cima. L’autore della vasta raccolta d’immagini è Alessandro Bazzana, per gli amici «Adu».
Il giovane di Zone appassionato di fotografia, e con il Golem nel cuore, quasi ogni giorno, da una decina di anni, sale la montagna di casa a ogni ora del giorno e della notte, con qualsiasi condizione meteo, accompagnato dalla sua fidata macchina fotografica e da Rex, il cane che lo segue ovunque. A facilitare Alessandro nelle sue imprese sono gli orari lavorativi a turni, ma a spingerlo così tante volte in quota è la grande passione per la natura. Una natura immortalata nelle più diverse situazioni, tra sole e tempeste, in primavera e in inverno, all'alba e al tramonto.

Da anni, per esempio, nell’archivio Bazzana finisce regolarmente la prima nevicata autunnale, come nel recente passato sono finiti i muri di neve - eccezionale quello di due metri del 2011 - le distese bianco-viola dei crocus appena fioriti in aprile, il cielo punteggiato da milioni di stelle, le mucche placide e i falchetti in perlustrazione. Tra le migliaia di animali e cose che il suo obbiettivo ha catturato manca l’aquila, «vista e rivista decine di volte, ma sempre troppo lontana per farla finire in archivio».

Per il 2023 vuole realizzare un libro che valorizzi gli scatti più iconici. L’altro traguardo da raggiungere è la sistemazione definitiva del piede rotto in un incidente stradale nel 2018, per cui Alessandro è già stato sottoposto a ben nove operazioni chirurgiche. Una sofferenza non da poco sopportata anche per la grande voglia di tornare più leggero sulla sua montagna. Oggi che manca un solo intervento, il traguardo è vicino.
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Brescia la forte, Brescia la ferrea: volti, persone e storie nella Leonessa d’Italia.



