Scuola: se la prima campanella suonasse più tardi? Di’ la tua

In Francia è partita una sperimentazione che sta facendo discutere l’Europa: in alcuni istituti secondari di primo grado (le nostre scuole medie), l’orario di inizio delle lezioni è stato posticipato alle 9. L’obiettivo dichiarato dal Ministero dell’Istruzione francese non è concedere più tempo allo svago, ma rispondere a una necessità biologica degli adolescenti, il cui ritmo sonno-veglia tende naturalmente a spostarsi in avanti.
Più sonno, meno stress
Secondo diversi studi scientifici citati nel progetto, dormire un’ora in più migliorerebbe sensibilmente la capacità di concentrazione, ridurrebbe l’irritabilità e contrasterebbe l’abbandono scolastico. In un’epoca in cui i dispositivi digitali tendono a ritardare il riposo notturno, lo slittamento dell’orario scolastico viene visto come una contromisura per garantire le ore di sonno necessarie allo sviluppo.
Il nodo organizzativo
Se i benefici per la salute sembrano chiari, le criticità rimangono sul piano pratico. Posticipare l’ingresso significa, inevitabilmente, posticipare l’uscita, con ripercussioni sulle attività extra-scolastiche, sullo sport e, soprattutto, sull’organizzazione familiare dei genitori che lavorano. In Italia, dove il modello delle 8 è radicato, un cambiamento simile richiederebbe una rivoluzione dei trasporti pubblici e dei servizi di pre-scuola.
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