Podio tutto bresciano alle Olimpiadi delle Neuroscienze

Francesca Marmaglio
Alla sfida, ospitata dall’UniBs, hanno partecipato 59 alunni di 12 istituti lombardi: «Una competizione che aiuta i ragazzi a capire sé stessi»
Lorenzo Consoli (a destra) con Niccolò Reali e Gabriele Papa - © www.giornaledibrescia.it
Lorenzo Consoli (a destra) con Niccolò Reali e Gabriele Papa - © www.giornaledibrescia.it
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Curiosità e passione, sono queste le caratteristiche principali che hanno spinto i 59 studenti di 12 Istituti lombardi (Copernico, Carli, Luzzago e Lunardi di Brescia; l’Antonietti di Iseo; il Beretta di Gardone Val Trompia; il Marzoli di Palazzolo sull’Oglio; il Pascal di Manerbio; l’Aselli di Cremona; il Prealpi di Saronno; il Greppi di Monticello Brianza e il Volta di Como) a partecipare alla 15esima edizione delle Olimpiadi delle Neuroscienze.

La tappa bresciana è stata ospitata, come di consueto, dall’Università degli Studi di Brescia e organizzata dal Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale: un cruciverba da risolvere in squadra, domande a scelta multipla e domande a risposte diretta. All’interno il tradizionale incontro con uno scienziato che quest’anno era l’ex rettore dell’Università di Brescia, Sergio Pecorelli.

Un momento della competizione - © www.giornaledibrescia.it
Un momento della competizione - © www.giornaledibrescia.it

Il podio

A salire sul podio tre bresciani: al primo posto Lorenzo Consoli, dell’Istituto Antonietti di Iseo, al secondo a parimerito Niccolò Realini dell’Istituto Antonietti di Iseo e Gabriele Papa dell’Istituto Pascal-Mazzolari. Per tutti e tre un notebook, – donato da Trony Campogrande Brescia, uno dei due sponsor, l’altro è Fondazione Camillo Golgi –, ma solo il primo classificato Consoli, è incoronato campione regionale e parteciperà alla competizione nazionale che si svolgerà all’Università di Camerino in provincia di Macerata nelle Marche il 22 e il 23 maggio. In seguito chi diventerà campione nazionale potrà disputare le International Brain Bee che quest’anno saranno online.

La partecipazione

«Organizziamo le Olimpiadi dal 2010 – ha detto la professoressa e coordinatrice della tappa bresciana – ed è una competizione alla quale teniamo molto perché aiuta i ragazzi a capire anche sé stessi: studiare il cervello, capire come funziona, come risponde a stimoli, necessità, malattie. Questa è una generazione attenta alla salute mentale, purtroppo a volte sopravvalutano la resilienza del loro cervello, che deve essere protetto e nutrito di cose positive».

A vincere tre ragazzi, ma numerosa anche la presenza di studentesse: al Copernico cinque dei posti disponibili sono stati occupati da quattro giovani donne (vincitrici con un collega di una gara interna all’Istituto). Tra queste Michela Riggiero e Ilaria Sembeni del quinto anno: «Abbiamo deciso di partecipare perché è un argomento che ci interessa – hanno detto –, non tanto per il percorso universitario che sceglieremo, vorremmo fare entrambe ingegneria, ma per cultura personale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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