Scuola

Gli alunni disabili crescono del 7%

In provincia di Brescia sono passati da 3.230 a 3.474 pari al 2,5% del totale

A scuola, con gli aiuti necessari per un fruttuoso coinvolgimento nelle attività formative e nella vita della classe. Questo l'obiettivo sancito dalle leggi e perseguito in decenni di buone pratiche, per l'integrazione degli alunni con disabilità. La statistica aiuta a vedere i punti ancora deboli, le mancanze e gli spazi di miglioramento. Brescia ha il suo riferimento nell'Ufficio scolastico territoriale, l'Istat ha pubblicato nei giorni scorsi gli esiti di un'indagine che ha coinvolto nella scorsa primavera il 90% delle scuole primarie e secondarie di primo grado, statali e non statali, realizzata in collaborazione con i Ministeri dell'istruzione e del lavoro e politiche sociali. Cresce il bisogno d'aiuto: questo è un primo dato riscontrabile a livello nazionale come in ambito locale. Da 3.230 alunni con disabilità presenti nelle scuole bresciane nell'anno 2010-2011 si è passati agli attuali 3.474 che rappresentano il 2,25% della popolazione scolastica, con un aumento delle certificazioni dell'Asl pari al 7%.

Spicca in questo quadro l'incidenza dei problemi tra gli studenti stranieri, che rappresentano il 28% tra i casi che richiedono un sostegno all'attività didattica. Difficoltà relazionali e affettive; disturbi dell'attenzione, del linguaggio e dell'apprendimento prendono sempre più spazio nella casistica delle disabilità, che non di rado hanno sullo sfondo aspetti sociali da tenere in considerazione. I numeri dicono che le risorse non sono calate, nel rapporto di un insegnante ogni 2,39 allievi, sostanzialmente stabile rispetto al 2010-2011, ma il grande taglio, fanno notare le associazioni dei genitori, si era già verificato in anni precedenti. Significativo è stato l'incremento delle assegnazioni a inizio d'anno, per far fronte alle criticità emerse: dai 1.311 insegnanti di sostegno previsti a luglio, si è così passati a 1.451 per tutti gli ordini e gradi della scuola statale.
Nella primaria, sulla quale si focalizza l'attenzione dell'Istat, gli insegnanti di sostegno sono 532 per 1.405 allievi; nella secondaria di primo grado sono 411 per 1.088 ragazzi. Il rapporto è di un insegnante ogni 2,4 studenti. Un po' alto, considerando le indicazioni della Legge 244 del 2007 e i dati nazionali, che portano le medie al di sotto di due alunni per docente, con una disponibilità di ore settimanali di sostegno che va delle 14 (in media per il singolo alunno, nelle primarie del Sud) alle 8-9, mediamente a disposizione nelle secondarie di primo grado del Nord.

Il ritardo mentale predomina tra le forme di disabilità e incide nel 40% dei casi. Per le limitazioni all'autonomia, un disabile su cinque nelle scuole elementari ha difficoltà a recarsi da solo ai servizi igienici, il 14% richiede aiuto negli spostamenti all'interno dell'edificio scolastico, per il 10% serve un aiuto in mensa. Le percentuali scendono al 13, all'11 e al 6% nelle scuole medie. Per l'assistenza all'autonomia, si dimostrano più generosi gli enti locali del Nord, che in media mettono a disposizione quattro ore settimanali per i singoli casi: al Sud si scende a poco più di due. La didattica si dovrebbe basare su progetti individualizzati, ma non sempre questi si avvalgono di diagnosi e scansioni accurate e di un rapporto costante con le famiglie: il 60% dei genitori dialoga con l'insegnante di sostegno almeno una volta al mese, gli incontri con i docenti curricolari sono meno frequenti.

Il ragazzo con disabilità mediamente resta in classe con i coetanei per 25 ore settimanali e ne trascorre all'esterno circa quattro. Per una vera integrazione dovrebbe partecipare alle attività che la classe vive al di fuori della scuola, ma questo accade solo per la metà degli allievi.

Elisabetta Nicoli

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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