Scuola

Scuola primaria: rischio competitività con i giudizi sintetici

Nella riflessione della pedagogista Montalbetti l’importanza della valutazione in una logica di accompagnamento
Marco Tedoldi

Marco Tedoldi

Giornalista

In classe - Foto unsplash © www.giornaledibrescia.it
In classe - Foto unsplash © www.giornaledibrescia.it

I giudizi sintetici alla primaria? «Rischiano di favorire quella dimensione di confronto, o peggio di competitività, che già nelle nostre scuole è assai presente». Il voto in condotta nella secondaria di primo grado? «Rischia di veicolare un’idea un po’ punitiva». Esprime perplessità su entrambi i fronti dell’ordinanza ministeriale la professoressa Katia Montalbetti, coordinatrice del corso di laurea in Scienze della formazione primaria all’Università Cattolica.

Sotto la lente

«Il cambiamento che comporta l’introduzione dei giudizi sintetici è certamente importante - sottolinea in via preliminare la docente - ma riguarda solo il giudizio al termine del primo quadrimestre e alla fine dell’anno. Nessuna modifica invece è proposta per la valutazione in itinere», che costituisce la fetta più grossa delle valutazioni. Una seconda considerazione è che «il motivo dichiarato per il quale è stata fatta questa modifica attiene la scarsa chiarezza dei precedenti livelli da parte delle famiglie: il ministero non ha mai fatto però negli anni scorsi un monitoraggio sistematico sull’applicazione della precedente ordinanza».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
GdB RUN | 7 giugno, piazzale Arnaldo. Iscrizioni aperteGdB RUN | 7 giugno, piazzale Arnaldo. Iscrizioni aperte

Novità 2026: due percorsi «Family» 5 km e «Ten» 10km

SCOPRI DI PIÙ
Il libro «L'intelligenza artificiale di Pinocchio» in edicola con il GdBIl libro «L'intelligenza artificiale di Pinocchio» in edicola con il GdB

Una riflessione su apprendimento, chatbot e autonomia del pensiero nell’era digitale

SCOPRI DI PIÙ