Scuola

Ci sono quattromila iscritti in meno nelle scuole bresciane

La popolazione studentesca scende a quota 180.510 alunni a causa del calo demografico. Diminuiscono gli stranieri
Il calo demografico incide anche sulla popolazione scolastica
Il calo demografico incide anche sulla popolazione scolastica
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Prosegue, inarrestabile, il calo demografico nelle scuole bresciane (e non solo). Sono 151.780 gli iscritti agli istituti statali della città e della provincia per l’anno 2021/2022, cui s’aggiungono altri 27.250 bambini e ragazzi delle scuole non statali paritarie, per una popolazione scolastica complessiva di 179.030 studenti. Con una perdita di oltre quattromila unità (poco più dell’1,5%) rispetto all’anno scolastico 2020-2021, quando erano 154.490 gli alunni delle scuole statali di vario ordine e grado, più altri 28.897 degli istituti non statali paritari, per un totale di 183.387 iscritti.

Numeri alla mano

Una bambina della scuola materna indossa la mascherina
Una bambina della scuola materna indossa la mascherina

Il trend è evidente, se si guarda ai numeri distribuiti per ciclo scolastico: rimangono pressoché stabili i dati relativi agli studenti delle scuole secondarie, anzi addirittura in aumento quelli delle superiori (51.208 alle statali e 3.282 alle paritarie, quest’anno, verso i 50.777 e 3.128 nel 2020-2021), mentre il fenomeno crescente della denatalità fa vedere chiaramente i suoi effetti nella scuola primaria dove, fra statali e paritarie, abbiamo 56.685 ragazzi iscritti, mentre erano 58.740 (-2.055, pari al -3,5%) lo scorso anno e, ancor più, nelle scuole d’infanzia, che accolgono nel corrente anno 29.127 bambini, contro i 31.288 (-2.161, circa -7%) del dato precedente.

L’«inverno delle nascite», com’è stato definito, avanza guadagnando un nuovo triste primato, quanto a percentuale delle mancate iscrizioni nelle scuole materne del Bresciano, da un anno all’altro. Sono in discesa, anche, gli indicatori delle presenze degli alunni con cittadinanza non italiana, che (ultimo parametro disponibile) risultano essere complessivamente 29.922, con 425 nuovi ingressi (la rilevazione non tiene conto delle scuole d’infanzia), e che nell’anno 2019-2020 erano assestati invece a quota 30.676, con 599 nuovi ingressi.

L’«effetto domino», che si è innescato a partire dal 2017/2018 su tutto il territorio lombardo riguarda, dunque, anche la diminuzione degli alunni stranieri (forse anche accelerata dalle difficoltà negli spostamenti durante i lockdown e per il persistere dell’emergenza sanitaria). La scuola è, a tutti gli effetti, una galassia in continua trasformazione e che, con la pandemia, conosce nuove metamorfosi.

Le regole

Le lezioni lo scorso settembre sono ricominciate in presenza - Foto Ansa/Filippo Venezia © www.giornaledibrescia.it
Le lezioni lo scorso settembre sono ricominciate in presenza - Foto Ansa/Filippo Venezia © www.giornaledibrescia.it

Non fa eccezione il sistema della scuola bresciana, che ha riaperto i battenti il 13 settembre (con eccezione delle scuole d’infanzia, avviate una settimana prima) e che, oggi, si trova di fronte a dinamiche in mutamento e a regole che periodicamente vanno riscritte. Il bacino urbano e provinciale comprende nel suo insieme 769 scuole statali, 14 IeFP (Istruzione e Formazione Professionale), 358 scuole non statali paritarie. Dopo quasi due anni di Dad, il nuovo anno scolastico è cominciato sotto buoni auspici, con il ritorno integrale alla didattica in presenza, grazie anche all’incremento della campagna vaccinale e mantenendo attive tutte le norme di protezione e le tutele previste (dalle mascherine all’igienizzazione delle superfici e all’aerazione degli ambienti). Covid e Green pass.

Negli ultimi giorni si sta assistendo ad un aumento dei casi Covid (anche se i ricoveri si mantengono pressoché stazionari), tanto da rendere sempre più probabile una proroga dello stato di emergenza, oltre la scadenza del 31 dicembre. Fatto che avrà inevitabilmente ricadute anche sul mondo della scuola, parallelamente alla necessità di dover continuare ad applicare il Green pass per il personale docente e non docente. Significherebbe prolungare anche le misure sanitarie, come l’obbligo di mantenere il distanziamento fisico tra i banchi e di indossare la mascherina in tutti i locali della scuola, fino a termine delle lezioni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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