Mancanza di un piano anti-pandemia, carenza di specialisti in malattie infettive e l'errata illusione di poter affrontare da soli la sfida. Sono alcune delle lezioni che l'emergenza coronavirus ci ha lasciato e di cui fare tesoro per il futuro.
A spiegarlo sono alcuni dei maggiori esperti italiani, intervenuti in occasione della presentazione online di «Covid-19 - il Virus della Paura», un progetto di informazione e formazione ideato da Consulcesi e patrocinato dal Ministero della Salute. «La maggior parte delle nostre strutture ospedaliere - denuncia Massimo Andreoni, direttore Malattie Infettive dell'Università di Tor Vergata - sono impreparate sul fronte delle malattie infettive. Basti pensare che molti ospedali non hanno un reparto dedicato e in altri il reparto di malattie infettive è stato proprio chiuso. Allo stesso modo negli ospedali c'è una carenza di infettivologi, figure fondamentali per la gestione di un'emergenza di questo tipo».
La pandemia «ci ha colto di sorpresa» e ci ha mostrato, inoltre, commenta Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Ospedale Spallanzani, «che serve mettere a punto un piano antipandemico prima dell'emergenza. Solo così saremo preparati ad affrontare a un'eventuale seconda ondata o a una nuova pandemia».
Tra i tanti problemi connessi al lockdown, l'aumento di stress e disturbi psichici. Anche da questo punto di vista si è imparato molto. «La necessità di dover rispondere ai bisogni dei pazienti, unita all'impossibilità di incontrarli fisicamente - conclude lo psicoterapeuta Giorgio Nardone, del Centro Terapia Strategica di Arezzo - ci ha "costretto" a imparare a usare nuovi strumenti e nuove forme comunicative che si sono rivelate efficaci quanto le tradizionali».



