Rifiuti sanitari sanificati e resi coriandoli: Brescia fa scuola

È ciò che fa la Poliambulanza, con risparmi in termini economonici e di impatto ambientale. Se ne è parlato nell’ambito della Rete sanitaria bresciana della sostenibilità ambientale che coinvolge 18 enti su invito di Ats
I coriandoli di rifiuti solidi urbani che escono dall'impianto
I coriandoli di rifiuti solidi urbani che escono dall'impianto
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All’apparenza è una grande scatola decorata con i colori della foresta. In realtà custodisce un sistema capace di sterilizzare e triturare rifiuti sanitari a rischio infettivo - come garze, siringhe e cerotti - trasformandoli in coriandoli assimilabili ai rifiuti urbani.

Il container in cui vengono trasformati i rifiuti
Il container in cui vengono trasformati i rifiuti

Il container installato da un anno in Poliambulanza, insieme a un’azione di sensibilizzazione, ha già permesso di ridurre la produzione di rifiuti tra il 10% e il 15%, con benefici economici e ambientali in termini di emissioni di CO2.

Addio bottiglie di plastica

Il modello – adottato in Italia solo da due realtà – è stato presentato dal direttore sociosanitario Elia Croce al gruppo della Rete bresciana per la sostenibilità ambientale che si occupa di rifiuti. Durante i vari incontri, Croce ha illustrato anche altre iniziative avviate nell’ospedale di via Bissolati, come le isole ecologiche per la raccolta differenziata nelle aree comuni e la «Water revolution», progetto che ha portato la Poliambulanza a eliminare le bottigliette d’acqua usa e getta sostituendole con 1.500 bottiglie in tritan riutilizzabili.

Le bottiglie in tritan utilizzate dai degenti della Poliambulanza
Le bottiglie in tritan utilizzate dai degenti della Poliambulanza

«Ogni reparto – ricorda a tal proposito Maurizio Scalvini, responsabile amministrativo del servizio – è dotato di erogatori di acqua purificata: le bottiglie dei degenti vengono riempite dal personale, sanificate e rimesse in circolo». Gli erogatori sono a disposizione anche dei dipendenti; visitatori e pazienti degli ambulatori possono utilizzare le nuove colonnine collocate negli spazi comuni. «Altri ospedali, in Italia, hanno introdotto soluzioni simili – precisa Scalvini –, ma non ci risulta che lo abbiano fatto per ogni tipologia di utente: degente, dipendente e visitatore». Prima la Poliambulanza ordinava 12 bancali di acqua a settimana, ora solo due, perlopiù frizzante, indicata per alcune terapie.

Nasce il protocollo condiviso

«Il lavoro del gruppo sui rifiuti si sta rivelando proficuo – commenta Croce, che ne è il coordinatore –. Ogni ente sta mettendo a disposizione la propria esperienza in buone pratiche, come l’eliminazione della carta sui lettini. Abbiamo redatto un protocollo condiviso che la Regione ha recepito nelle nuove linee di indirizzo sulla sanificazione ambientale e sulla gestione dei rifiuti». Tra le prossime iniziative, Asst Garda organizzerà un corso di formazione sull’importanza di differenziare correttamente i rifiuti. Il gruppo sta inoltre lavorando per ridurre gli imballaggi.

Il metodo, secondo Croce, è quello giusto: «Credo molto nella peer education: le buone pratiche devono diventare esempi concreti da copiare». L’idea di fondo è semplice: fare in modo che anche gli ospedali diventino luoghi di benessere non solo per chi si cura, ma per l’ambiente e la comunità. Il tutto, conclude Croce, «nel segno della One Health».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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