Non è sempre facile stabilire la causa che scatena il dolore cronico, poiché può essere il risultato di una serie di fattori. Il dolore può avere inizio da una malattia o da trauma, ma persistere a causa di stress, problemi emotivi, cure sbagliate o segnali di dolore anomali e continui. È anche possibile, tuttavia, che esso si manifesti senza aver avuto traumi e malattie o, addirittura, senza alcuna causa nota. Quel che è certo, è che il 67,3% degli italiani ne soffre di dolore cronico, ma solo il 5,8% si cura nel modo giusto, ovvero rivolgendosi allo specilista, il «terapista del dolore».
Dati che sono stati presentati dall'Associazione «Vivere senza dolore», raccolti durante la campagna itinerante Cupido (cura e previeni il dolore).
Secondo l' indagine, come ha spiegato Marta Gentile, presidente dell'Associazione, «la sofferenza fisica colpisce oltre 6 cittadini su 10 ma meno della metà segue un trattamento che però si rivela inefficace nell'83% dei casi». Una fotografia preoccupante, quella che emerge dall'indagine. Ma utile a mettere in luce un problema: serve più informazione sulla Legge 38 che dal Marzo 2010 tutela il diritto di chi soffre di dolore cronico ad un'assistenza qualificata. In base alle informazioni raccolte da Cupido (il tour promosso con il patrocinio del ministero della Salute e il supporto di Mundipharma, ha toccato 14 città), le persone 7 volte su 10 hanno difficoltà ad individuare i centri di cura specializzati e non conoscono la Legge 38. Solo nella metà dei casi si rivolgono ad un medico - di solito il medico di famiglia (57,9%), raramente il terapista del dolore (5,8%) - e reputano non adeguati i farmaci prescritti, rappresentati per il 38,5% dai fansi (antinfiammatori) e solo per il 3,1% dagli oppioidi forti.
Analizzando in dettaglio i risultati (hanno risposto 1.830 cittadini), risulta che l'origine della sofferenza è di natura non oncologica per il 93,4% del campione e, nel 45,2% dei casi, è dovuta all'artrosi; benchè la sua intensità sia di grado moderato-severo, gli antinfiammatori non steroidei sono i farmaci analgesici più impiegati ma alleviano i sintomi solo al 16,9% degli intervistati. Si conferma, infine, il pesante impatto del dolore sulla vita quotidiana, che risulta compromessa per quasi 9 pazienti su 10. «È emerso - spiega Marta Gentili, presidente dell'Associazione vivere senza dolore - un mondo di dolore sommerso rispetto ai dati che avevamo fino a oggi e che parlano di un 20% di persone affette da dolore cronico, mentre noi registriamo il 67,3%. L'indagine ha evidenziato che occorrono un'idonea formazione dei clinici e una maggiore informazione dei pazienti. Il nostro auspicio è che il ministero e la Commissione dolore proseguano l'ottimo lavoro svolto finora a tutela di chi soffre».
Sulla stessa linea di pensiero Guido Fanelli, coordinatore della Commissione ministeriale sulla terapia del dolore e le cure palliative. «La Legge 38 - ha detto - obbliga il medico a prendersi cura del dolore, qualunque ne sia la causa. Un approccio così innovativo va inevitabilmente a scardinare abitudini ormai consolidate e richiede quel cambiamento culturale che solo un'adeguata formazione può favorire».
E a questo proposito c'è una novità importante: «Il ministero della Salute ha predisposto con il ministero dell'Università e della Ricerca - ha detto Fanelli - un documento tecnico sui percorsi formativi degli addetti ai lavori, approvato a dicembre dal Consiglio Superiore di Sanità. Con le varie sigle della medicina generale, abbiamo inoltre stabilito di prevedere un unico iter didattico sulla terapia del dolore e le cure palliative, per garantire ai medici di famiglia una preparazione uniforme».
Dunque, l'augurio degli specialisti riguarda l'appropriatezza delle prescrizioni: meno fans e più oppioidi. «Proprio per vigilare sulla qualità dell'assistenza erogata - ha aggiunto Fanelli - abbiamo istituito il Cruscotto, un software che monitora le prestazioni ospedaliere e la tipologia delle prescrizioni». Per diffondere informazioni adeguate sulla terapia del dolore, l'Associazione vivere senza dolore organizzerà, dal 15 febbraio al 30 giugno 2012, una nuova campagna itinerante denominata HUB2HUB, coinvolgendo circa 15 importanti centri di terapia del dolore in tutta Italia.
Anna Della Moretta



