Morte cardiaca improvvisa e patologie elettriche del cuore

La morte cardiaca improvvisa è un tema di cui si parla ancora troppo poco, nonostante il suo impatto sia tutt’altro che marginale. Quando colpisce persone giovani o apparentemente sane viene spesso percepita come un evento inspiegabile, ma dietro questi casi possono esserci patologie elettriche del cuore come la sindrome del QT lungo, la sindrome del QT corto, la sindrome di Brugada e altre canalopatie.
Dottor Sirello, che cos’è la morte cardiaca improvvisa e perché è un tema così importante?
«La morte cardiaca improvvisa è un evento che si verifica in modo inatteso e rapido, spesso in persone che fino a quel momento sembravano in buona salute. Viene percepita come una fatalità, ma in realtà in molti casi è legata a patologie precise del cuore, soprattutto di tipo elettrico. Parlare di questo tema è fondamentale perché significa fare prevenzione e spiegare che esistono condizioni che, se riconosciute in tempo, possono essere gestite e controllate».
Tra queste patologie c’è la sindrome del QT lungo: di cosa si tratta?
«La sindrome del QT lungo fa parte delle cosiddette canalopatie, cioè malattie legate ad alterazioni dei canali ionici del cuore, come quelli del sodio o del potassio. In pratica, si modifica il modo in cui il cuore si ricarica elettricamente dopo ogni battito. Quando questo meccanismo non funziona correttamente, si crea un’instabilità elettrica che può favorire aritmie pericolose e, nei casi più gravi, arresto cardiaco».
Esistono altre patologie simili?
«Sì, il QT lungo e il QT corto fanno parte di un gruppo più ampio di malattie elettriche del cuore, tra cui la sindrome di Brugada e altre canalopatie. Sono condizioni diverse tra loro, ma accomunate dalla capacità di predisporre a disturbi del ritmo cardiaco anche molto pericolosi. In molti casi esiste anche una componente ereditaria importante, ed è per questo che la storia familiare assume un ruolo centrale».
Qual è la difficoltà principale nella diagnosi?
«Il problema è che queste condizioni possono restare silenziose per molto tempo, alcune persone non hanno sintomi, altre presentano segnali sfumati che vengono facilmente sottovalutati. In alcuni casi, purtroppo, il primo episodio può coincidere con un evento grave, è proprio per questo che la prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali».
Quali sintomi devono far pensare a un problema cardiaco legato al QT lungo?
«Svenimenti inspiegati, palpitazioni improvvise, perdita di coscienza, soprattutto durante uno sforzo o a riposo, affanno anomalo o episodi di malessere improvviso devono essere sempre valutati con attenzione. Non significa automaticamente che ci sia una patologia grave, ma è corretto rivolgersi a un cardiologo per un controllo, nei giovani, in particolare, questi segnali non vanno mai banalizzati».
Quanto conta la familiarità?
«Conta moltissimo, se in una famiglia si è verificata una morte improvvisa in età giovane o episodi di aritmie, svenimenti o arresti cardiaci, è corretto fare approfondimenti. Non bisogna fermarsi all’idea della fatalità, ma chiedersi se esista un rischio che riguarda anche altri membri della famiglia, in molti casi, un semplice controllo cardiologico può aiutare a chiarire la situazione».
Qual è il ruolo dell’elettrocardiogramma nella prevenzione?
«L’elettrocardiogramma è uno strumento fondamentale perché è semplice, rapido e non invasivo, permette di analizzare l’attività elettrica del cuore e di individuare eventuali anomalie nei tempi di ripolarizzazione. È spesso il primo passo per orientare ulteriori accertamenti, come test sotto sforzo o studi genetici nei casi più complessi».
Lo screening cardiologico nei giovani può fare la differenza?
«Assolutamente sì, queste patologie possono essere presenti fin dall’infanzia, ma i bambini e i ragazzi spesso non hanno la percezione di ciò che è anomalo. Gli screening cardiologici precoci permettono di distinguere situazioni innocue da condizioni a rischio e di intervenire in tempo. È uno strumento importante soprattutto nello sport e nelle attività giovanili».
Quanto è importante la prevenzione nello sport?
«È molto importante, lo sport è un’attività positiva, ma richiede controlli adeguati, le visite medico-sportive e gli elettrocardiogrammi sono strumenti fondamentali per individuare eventuali anomalie e ridurre il rischio. L’obiettivo non è limitare l’attività sportiva, ma praticarla in sicurezza».
Che messaggio vuole lasciare a famiglie e cittadini?
«L’obiettivo non è creare allarme, ma aumentare la consapevolezza, parlare di QT lungo e di morte cardiaca improvvisa significa promuovere prevenzione, attenzione ai segnali e controlli quando necessario. In un ambito in cui il primo evento può essere anche il più grave, riconoscere il rischio prima che si manifesti può davvero salvare una vita. Informare e fare prevenzione è il passo più importante per proteggere la salute del cuore».
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