Malattie rare: ne soffrono più le donne, l’età media è 49 anni

Nel territorio dell’Ats di Brescia – vale a dire l’intera provincia esclusa la Valcamonica – sono 14.894 le persone che dispongono di almeno un’esenzione
Le donne più soggette alle patologie rare - © www.giornaledibrescia.it
Le donne più soggette alle patologie rare - © www.giornaledibrescia.it
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Nel territorio dell’Ats di Brescia – vale a dire l’intera provincia esclusa la Valcamonica – sono 14.894 le persone che dispongono di almeno un’esenzione per malattia rara.

Il dato emerge dal report della Ssd Epidemiologia di viale Duca degli Abruzzi, aggiornato a fine 2025, e restituisce la dimensione di un fenomeno spesso poco visibile, ma tutt’altro che marginale. Le esenzioni attive sono complessivamente 15.282 e riguardano 311 diverse tipologie di malattia rara, a fronte delle 454 per cui, in Italia, è prevista la possibilità di esenzione. Numeri che non esauriscono, però, il quadro: a questa comunità di quasi quindicimila persone si aggiungono infatti coloro la cui patologia non rientra tra quelle esentabili, chi non ha ancora presentato richiesta – ad esempio perché già beneficiario di un’altra forma di esenzione - e chi è in attesa di una diagnosi.

Il trend

Il trend è in crescita: nel 2024 le erano 13.840 i bresciani con almeno un’esenzione di questo tipo e 309 le patologie rare presenti. Tornando al 2025, nella grande maggioranza dei casi si tratta di persone con una sola esenzione: il 97,5% ne possiede una, il 2,4% due e appena lo 0,1% tre o quattro.

Il fenomeno della multimorbidità rara, pur presente, riguarda quindi una quota estremamente contenuta della popolazione interessata. L’età media è di 48,9 anni, segno di una concentrazione significativa nelle fasce adulte, anche se con differenze marcate a seconda della patologia. Le esenzioni si distribuiscono soprattutto tra i 15 e i 64 anni, mentre risultano più contenute nelle fasce pediatriche e tra gli over 65. Quanto al genere, il problema interessa in generale più le donne. Nel dettaglio in età adulta si registra una prevalenza femminile, mentre tra i più giovani la frequenza è leggermente maggiore tra i maschi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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