A Brescia 14mila casi di influenza, crollo dei positivi da Covid

Dopo la frenata in corrispondenza delle feste (e soprattutto della chiusura delle scuole), le sindromi simil-influenzali hanno ripreso a diffondersi con slancio. Nulla a che vedere con quanto stava accadendo un anno fa, quando l’incidenza era di 17-18 casi ogni mille abitanti e in molti bussavano alla porta dei Pronto soccorso: il picco in questa stagione deve ancora arrivare (è atteso a fine mese) e il grosso del lavoro è concentrato sul territorio, a cura di medici di base e pediatri. «Sto vedendo un sacco di casi di forme virali che colpiscono le alte vie respiratorie», conferma Federica Zanotti, medico di base a Castel Mella e consigliera dell’Ordine dei Medici di Brescia, citando tra i sintomi diffusi «la tosse insistente che disturba il sonno notturno».
I numeri
Stando all’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di Sanità, in Italia tra il 30 dicembre e il 5 gennaio le sindromi simil-influenzali (influenza di tipo A e B nel 22% dei campioni analizzati e altri virus respiratori come Rhinovirus, Adenovirus, Covid, Vrs...) hanno avuto un’incidenza di 11,3 casi per mille assistiti. La regione più colpita è la Campania. In Lombardia il report Influnews diffuso ieri parla di 11,2 casi ogni mille assistiti: nel Bresciano si può stimare che siano a letto 14mila persone, 8-9mila in meno di un anno fa. La curva in questa stagione è salita, infatti, più lentamente, è scesa a fine dicembre e ha ripreso a salire, con vigore, a gennaio.
Sintomi e cure
Giovanni Gozio, medico di base a Rezzato e consigliere dell’Ordine, riconosce che con la riapertura delle scuole c’è stato un incremento dei casi di forme respiratorie simil-influenzali. Il collega Dario Palini, in servizio a Rodengo Saiano e pure lui consigliere dell’Ordine, entra nel merito dei sintomi: «Cefalea, febbre alta (che in alcuni casi può raggiungere e superare i 39 gradi), dolori muscolari e articolari debilitanti. Il problema riguarda soprattutto anziani e fragili, che necessitano di un’attenzione clinica particolare, anche per una possibile concomitante infezione batterica. Per la gestione del paziente è fondamentale il controllo dei sintomi: idratazione; paracetamolo o "fans" (ibuprofene, nimesuline, ketoprofeneper...) per cefalea, dolori e febbre e sciroppo sedativo per la tosse. L’antibiotico va prescritto se c’è il sospetto di infezione batterica. Il sospetto si fa largo quando a un iniziale miglioramento segue un peggioramento o quando persistono febbre alta e dispnea dopo 3-5 giorni dall’esordio dei sintomi acuti».
Vaccinazioni e Covid
Intanto la campagna vaccinale contro l’influenza prosegue (chi volesse informazioni può consultare il sito di Ats Brescia). Nella nostra provincia sono già state somministrate 245.524 dosi, contro le 230mila registrate alla fine della stagione 2023/2024. E il Covid? Stando ai dati che ci ha fornito Ats Brescia tra ottobre e dicembre il numero di casi positivi alla settimana ha subìto un crollo (da 527 a 24), così come è calato tantissimo il numero dei tamponi eseguiti (da 2.481 a 492).
I più colpiti
Non resta, quindi, che focalizzarsi sulla percentuale dei positivi: si è passati dal 25,8% al 5,75%. Gli stessi medici di famiglia confermano che in questo periodo, su questo fronte, la situazione è tranquilla: quello del Covid è uno dei tanti virus in circolazione. Tornando alle forme simil-influenzali i più colpiti sono i bambini con meno di 4 anni: stando al report regionale l’incidenza in questa fascia è del 22,2 per mille. Scende a 8,7 tra i 5 e i 14 anni; è a quota 12 tra i 15 e i 64 e cala a 7,5 per gli over 65. Per gestire queste sindromi evitando che gravino sugli ospedali la Regione ha anche attivato per la prima volta gli «Hotspot» ai quali i pazienti non accedono direttamente, ma su indicazione dell’ex guardia medica (che risponde al numero 116117).
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