Covid, perché vaccinare gli under 12

Lo chiediamo a Raffaele Badolato, direttore facente funzione della Clinica pediatrica all’Ospedale dei Bambini di Brescia
Somministrazione del vaccino Pfizer ai bambini, California 8 novembre 2021 California 8 novembre 2021
Somministrazione del vaccino Pfizer ai bambini, California 8 novembre 2021 California 8 novembre 2021
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«Cosa risponderebbe ad una madre che le chiede per quale ragione deve far vaccinare contro Covid-19 il suo bambino di cinque anni appena compiuti?». Lo chiediamo a Raffaele Badolato, direttore facente funzione della Clinica pediatrica all’Ospedale dei Bambini di Brescia e presidente della sezione Lombardia della Società italiana di Pediatria.

«Le direi che deve farlo vaccinare per proteggerlo dal rischio di ammalarsi ed essere ricoverato. Infatti, sebbene un minor numero di bambini e ragazzi si sia ammalato di Covid-19 rispetto agli adulti, i bambini possono essere infettati dal virus SarsCov2, possono ammalarsi e possono diffondere il virus ad altri. In alcuni rari casi, inoltre, nei bambini è stata descritta una forma di malattia infiammatoria causata dal virus che può risultare particolarmente aggressiva».

Raffaele Badolato, direttore facente funzione Clinica pediatrica © www.giornaledibrescia.it
Raffaele Badolato, direttore facente funzione Clinica pediatrica © www.giornaledibrescia.it
Quindi? «Far vaccinare i piccoli aiuta a proteggere loro e la famiglia. I dati raccolti dagli studi sul vaccino Pfizer, che è quello che sarà somministrato in quella fascia di età in dose ridotta rispetto a quella degli adulti, dimostrano che gli effetti collaterali sui bambini sono di tipo transitorio - prosegue Badolato -. E altri studi condotti negli Stati Uniti su tre milioni di bambini di questa fascia età non hanno rilevato criticità». Secondo il docente, stando alle ultime rilevazioni il virus con le sue varianti risulta più aggressivo anche nei bambini rispetto alla prima ondata: «Il tasso di ospedalizzazione in Italia è di circa 6 bambini ogni 100 contagiati. Anche noi al Civile abbiamo dovuto ricoverare un piccolino in terapia intensiva».

Ci sono, tuttavia, molti genitori che non sono ancora sicuri dell’utilità della vaccinazione anti Covid nei loro bambini. Hanno paura per gli effetti futuri ma, anche, per quelli immediati. Bovolato: «Quello anti Covid-19 non ha più effetti collaterali degli altri vaccini che si somministrano in età pediatrica. Dopo averlo effettuato si può sentire dolore, arrossamento e gonfiore al braccio in cui si è fatta l'iniezione, nonché stanchezza, mal di testa, dolori muscolari, brividi, febbre e nausea. Effetti che scompaiono in poche ore, massimo un paio di giorni». Genitori, anche, che ritengono che non ci siano studi sufficienti per ritenere sicuri i vaccini anti Covid in età pediatrica.

«Gli studi che hanno portato alla messa a punto dei vaccini per i bambini tra i 5 e gli 11 anni non hanno saltato nessuna delle fasi di verifica di efficacia e sicurezza previste per lo sviluppo di un medicinale - conclude il pediatra -. La rapida messa a punto e approvazione si deve alle nuove tecnologie, alle ingenti risorse messe a disposizione in tempi molto rapidi e a un nuovo e più rapido processo di valutazione da parte delle Agenzie regolatorie».

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