Ci sono 125mila bresciani senza denti naturali: sos prevenzione

Salvare i denti naturali significa tutelare molto più del sorriso: vuol dire preservare salute, autonomia e qualità della vita. Oggi, grazie ai progressi dell’odontoiatria, è sempre più possibile evitare l’estrazione intervenendo in modo precoce con terapie conservative, capaci di mantenere funzionalità masticatoria ed equilibrio generale dell’organismo.
Non si stanca di ribadirlo Gianmario Fusardi, presidente della Commissione Albo Odontoiatri dell’Ordine dei Medici di Brescia, che richiama l’attenzione sull’importanza di un approccio clinico fondato sull’appropriatezza delle cure. «Il tema - spiega - è stato al centro anche di un recente convegno che abbiamo organizzato insieme alla Commissione Albo Odontoiatri nazionale e all’Accademia italiana di Endodonzia, con l’obiettivo di contrastare un orientamento talvolta condizionato da logiche commerciali, che porta a proporre con eccessiva facilità la sostituzione dei denti con impianti, presentati come la soluzione più rapida e quindi migliore».
I numeri e le cause
Una convinzione che, secondo Fusardi, rischia di essere fuorviante. «Si sta diffondendo l’idea che l’impianto sia eterno, ma non è così. La priorità deve restare il mantenimento del dente naturale, quando le condizioni cliniche lo consentono». Un tema che riguarda da vicino anche il territorio bresciano. Applicando alla popolazione provinciale i dati epidemiologici nazionali, il presidente stima che circa centomila over 65 e venticinquemila under 65 abbiano perso tutti i denti naturali, mentre sarebbero circa trecentomila i cittadini che convivono con l’assenza di uno o più denti.

Le cause della perdita dei denti possono essere diverse, ma molte risultano prevenibili o trattabili con terapie adeguate, come nel caso della carie o della parodontite, patologia che interessa sei persone su dieci a livello globale. Nonostante ciò, c’è chi rinuncia alle cure e opta direttamente per la sostituzione, talvolta rivolgendosi a strutture all’estero. «Stimiamo che il turismo dentale coinvolga ogni anno tra i tremila e i quattromila bresciani – osserva Fusardi –. Sul fenomeno si è sviluppata una maggiore sensibilità anche a livello nazionale, ma servono ancora risposte concrete sul piano normativo».
Buone pratiche consigliate
Da qui l’invito a puntare con decisione sulla prevenzione: corretta igiene orale, controlli periodici dal dentista e un’alimentazione equilibrata, con ridotto consumo di zuccheri raffinati. Un ruolo chiave, sottolinea Fusardi, spetta anche alla sensibilizzazione in età evolutiva attraverso la collaborazione con le scuole, oltre al contributo di medici di famiglia e pediatri sul piano motivazionale.
Il tutto nella consapevolezza che la masticazione non è solo una funzione meccanica. «Le evidenze scientifiche - conclude - dimostrano quanto sia importante per sostenere memoria, apprendimento e stato di vigilanza. Una ridotta capacità masticatoria rappresenta un fattore di rischio per deficit cognitivi, demenza e sindromi depressive». Il messaggio, dunque, è chiaro: salvare i propri denti naturali quando è possibile.
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