Anche nel Bresciano crescono le richieste di integratori alimentari

Vitamine, probiotici, sali minerali... e riso rosso fermentato vanno a ruba. Sono alcuni esempi di integratori alimentari il cui fatturato in Italia ha superato nel 2023 i 4,5 miliardi di euro: ne sono state vendute quasi 300mila tonnellate. Cifre importanti evidenziate da uno studio dell’Unione italiana food secondo il quale 30 milioni di italiani avrebbero utilizzato integratori almeno una volta nell’ultimo anno.
Il decalogo
Il fenomeno è risaputo, tanto che il Ministero della salute, poco prima che scoppiasse la pandemia, aveva diffuso un decalogo sull’uso corretto degli integratori. Un piccolo vademecum nel quale si ricorda che «sono concepiti per contribuire al benessere e non per la cura di condizioni patologiche, che vanno trattate con i farmaci». E, facendo riferimento alle proposte su Internet, si invita a diffidare dei prodotti «propagandati per proprietà ed effetti mirabolanti o soluzioni “miracolose”».
In provincia
Anche nel Bresciano le richieste di integratori alimentari sono alte. Lo fa notare Clara Mottinelli, presidente di Federfarma: «Vengono acquistati, ad esempio, su indicazione dell’oculista, in situazioni di ipercolesterolemia, per migliorare le difese immunitarie oppure per bilanciare una dieta povera di ferro o vitamine. Rispetto al passato si tende inoltre a fare più prevenzione e c’è una sensibilità diffusa nei confronti di questi prodotti».
Ampliando l’orizzonte, la presidente Mottinelli conferma quanto riferito dalla Cef circa la categoria di farmaci più venduti: «Sono quelli per il sistema cardiovascolare. A questi aggiungo gli oncologici che, essendo distribuiti “in nome e per conto”, sfuggono ai conteggi. Significative sono anche le richieste di psicofarmaci, accentuate dalla pandemia. Si è abbassata l’età delle persone che li utilizzano. Ovviamente per ottenerli serve sempre la ricetta del medico».
L’Ordine
L’aderenza alla terapia è in tutti i casi importantissima. Il recente rapporto OsMed di Aifa evidenzia che in Italia le donne rispettano meno le indicazioni; le criticità più importanti si osservano nelle terapie per asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva e diabete.
Francesco Rastrelli, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Brescia, sottolinea il ruolo strategico del farmacista per favorire «l’aderenza terapeutica e l’uso corretto del farmaco. Il nostro lavoro consiste nella dispensazione assistita: identificazione del prodotto, consegna e consulenza sull’utilizzo appropriato e corretto dello stesso. Al paziente il farmacista deve fornire informazioni anche sull’esistenza di farmaci equivalenti, tutt’ora poco acquistati nel Bresciano per un retaggio culturale: per anni sono stati definiti “generici”, termine che li banalizzava facendoli apparire di serie B». In farmacia, ricordiamo, i farmaci occupano il 50-60% delle proposte; poi ci sono integratori, cosmetici, prodotti per l’igiene personale e dispositivi medici.
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