Allerta latte in polvere per neonati, Ats Brescia: «Tutto sotto controllo»

«Nessuna “non conformità” rilevata». Ritirati, nel mondo, lotti di grandi produttori del settore lattiero-caseario
Una mamma allatta un neonato
Una mamma allatta un neonato
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Lotti di latte in polvere per neonati sono stati ritirati dal mercato mondiale da parte di alcuni grandi produttori del settore lattiero-caseario, per un sospetto rischio di contaminazione da cereulide, una tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus. La notizia ha raggiunto anche il Bresciano, generando comprensibile preoccupazione.

Ats Brescia è al lavoro

A tranquillizzare le famiglie sono i controlli eseguiti da Ats Brescia. Dal quartier generale di viale Duca degli Abruzzi ci fanno sapere che tra dicembre 2025 e gennaio 2026 tramite il sistema di allerta regionale abbiamo ricevuto tre allerte per presenza di cereulide (tossina) in latte in polvere per neonati: una proveniente dai Paesi Bassi, una dalla Germania, una dall’Italia. La presenza della tossina è stata rilevata in autocontrollo dagli operatori del settore alimentare (produttori) i quali, come previsto dalla normativa europea, si sono attivati con il ritiro e il richiamo dei prodotti attraverso cartelli di richiamo.

Ritiri e richiami

Il ritiro – ricordiamo – consiste nella restituzione del prodotto da parte del venditore al produttore; il richiamo, invece, è la richiesta di restituzione del prodotto al venditore da parte del consumatore finale.

Ats Brescia, ricevuta la lista degli operatori del settore alimentare che sul territorio di competenza commercializzano i prodotti oggetto di allerte, ha verificato che gli stessi abbiano ricevuto comunicazione di ritiro e richiamo con conseguente accantonamento del prodotto ed esposizione del cartello di richiamo. I controlli effettuati fino al 27 gennaio 2026 non hanno rilevato alcuna «non conformità».

Sintomi e rischi

In merito alle segnalazioni Ats Brescia spiega che la cereulide è una tossina prodotta dal genere Bacillus che provoca principalmente vomito e nausea; tale tossina è in grado di resistere al calore e all'ambiente acido dello stomaco. Tale sintomatologia risulta essere debilitante soprattutto per soggetti come i neonati con possibili importanti conseguenze dovute alla disidratazione. I vari cartelli di richiamo sono visionabili sul sito ministeriale.

Cosa dice il pediatra

Dissipa le preoccupazioni anche Giuseppe Riva, direttore della Pediatria della Poliambulanza: «Il rischio è molto basso – sottolinea –. Nella maggior parte dei casi non si tratta di una tossinfezione grave, ma naturalmente ogni situazione va valutata a sé. La forma emetica ha un’incubazione breve: se il bambino ha assunto latte proveniente dai lotti segnalati e non ha manifestato sintomi come vomito e scariche diarroiche nelle 10-12 ore successive si può stare tranquilli. L’importante è sospendere immediatamente l’uso del prodotto coinvolto nell’allerta».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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