L’appuntamento dal titolo “Lombardia per le donne: tra sfide e opportunità” è lunedì 20 luglio alle ore 17 nella Sala Libretti del Giornale di Brescia per illustrare le potenzialità del bando regionale “Lombardia per le donne”.
La misura prevede un contributo fino a 400 euro al mese, per un massimo di 12 mesi, destinato a rimborsare le spese già sostenute per servizi di baby-sitting, educazione, assistenza e cura, oltre ai servizi di supporto alla gestione amministrativa dei servizi di cura.
I dati

Nella nostra regione il lavoro femminile continua a scontrarsi con il peso dei carichi di cura familiari. Secondo elaborazioni su dati Istat e Inps, oltre una donna occupata su tre in Regione lavora part-time e, in circa 6 casi su 10, si tratta di una scelta legata alla necessità di seguire figli o familiari non autosufficienti. Ancora più significativo il dato sulle uscite dal mercato del lavoro: ogni anno migliaia di donne lombarde lasciano l’occupazione dopo la maternità o per assistere un parente malato, con una quota femminile che supera l’80% delle dimissioni per motivi familiari.
La Regione

Per l’assessore regionale Simona Tironi (Istruzione alla Formazione e Lavoro) si tratta di un investimento sulla dignità del lavoro femminile: «Questo provvedimento – sottolinea – nasce da una scelta politica chiara: non accettare che il prezzo della cura ricada quasi esclusivamente sulle donne. In Lombardia troppe lavoratrici sono costrette a ridurre l’orario, a rinunciare a opportunità di crescita o addirittura a lasciare il lavoro quando diventano madri o quando un familiare si ammala».
La voce delle imprese

«Se guardiamo ai dati dell’occupazione femminile in Italia, e Brescia si allinea a questa statistica, rispetto all’Europa paghiamo un gap di circa venti punti. Un divario numericamente importante considerato che in Europa lavorano il 70% delle donne – sottolinea Matteo Meroni, vice presidente di Confindustria Brescia con delega a ESG e Legalità -. La forza lavoro femminile assume un’importanza fondamentale in un contesto lavorativo dove le imprese sono in forte difficoltà nel reperire manodopera qualificata. Stiamo pagando lo scotto della denatalità, che comincia a farsi sentire, dei Neet, i giovani che non lavorano, non studiano e non seguono percorsi di formazione, e di chi sceglie di andare all’estero nonostante le possibilità di occupazione qualificata che le aziende della nostra provincia potrebbero garantire».
Donne protagoniste, dunque: «Donne che meritano di essere tutelate. Le donne affrontano oggettivamente più problemi degli uomini: spesso hanno la necessità di occuparsi dei figli o degli anziani, in molte situazioni scelgono il part time perché non gratificate dagli stipendi del tempo pieno. Il bando regionale “Lombardia per le donne” è una misura che può sostenere il cambiamento».
In Sala Libretti Matteo Meroni, con Simona Tironi e Paolo Streparava - presidente di Confindustria Brescia – illustrerà le potenzialità del bando con la moderazione di Nunzia Vallini, direttore editoriale del Giornale di Brescia.
«Credo si possa risolvere un pezzo del problema con una misura concreta - conclude Meroni -. Si tratta di un progetto a medio e lungo termine che può incentivare anche le donne che rientrano nel mondo del lavoro dopo la maternità».

A Confindustria Brescia il ruolo di promozione e diffusione del bando tra le aziende associate e di supporto alle aziende interessate nella gestione della richiesta.



