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Dalla plastica produrre l’acciaio: il progetto Feralpi

Gli imballaggi da raccolta differenziata vengono utilizzati per creare dei tecnopolimeri che sono usati al posto del carbone
La plastica è usata soprattutto nella fusione del rottame - © www.giornaledibrescia.it
La plastica è usata soprattutto nella fusione del rottame - © www.giornaledibrescia.it
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Far nascere dalla plastica l’acciaio. Il progetto che fa incontrare due mondi apparentemente così distanti è firmato da Feralpi di Lonato del Garda, tra i leader siderurgici europei. Entrato nella fase operativa, dopo due anni di ricerca e sperimentazione è stato presentato all’edizione 2021 di Connext, dove il gruppo guidato da Giuseppe Pasini è stato capofila del driver «Economia circolare».

«Siamo i primi in Europa - ha raccontato nell’occasione Maurizio Fusato, responsabile Transizione ecologica del Gruppo Feralpi - ad aver usato la plastica riciclata, al posto del carbone, per realizzare tecnopolimeri che servono come ingrediente per la fusione e la produzione dell’acciaio, riducendo nel contempo le emissioni di C02». Il problema della dispersione di residui plastici sta assumento dimensioni sempre maggiori, anche a causa del loro lento deperimento che non ne consente una naturale distruzione.

Perciò Feralpi si è impegnata per promuoverne il riutilizzo all’interno dei propri processi, e in particolare nella fusione del rottame. Ciò viene consentito dal fatto che in tale procedimento vi è la necessità di impiegare il carbone in forma solida, e i materiali di derivazione plastica possono costituire una corretta alternativa. I polimeri che vengono utilizzati derivano dai soli imballaggi in plastica della raccolta differenziata: sono sottoposti a sofisticati processi di selezione e classificazione in appositi stabilimenti. Oltre a ciò vengono effettuati trattamenti tecnologici per il riciclo che li trasformano in nuove «materie prime circolari», rispettose delle più normative internazionali e destinate a svariate applicazioni industriali.

Gli studi condotti hanno evidenziato come l’iniezione dei polimeri di derivazione plastica all’interno del forno elettrico ad arco non provochi emissioni indesiderate rispetto alla produzione convenzionale. Battendo questa strada, Feralpi centra il duplice obiettivo di ridurre le plastiche nell’ambiente e impiegare i residui a fine vita in sostituzione del carbonio proveniente da materie prime di nuova produzione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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