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IL PUNTO

Scuola: test a campione, ma il rebus è su aule e professori


Scuola e Università
Scuola
28 lug 2020, 07:43
Scuola (simbolica) - © www.giornaledibrescia.it

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Un ritorno a scuola, il prossimo 14 settembre, tra medici di sorveglianza per gli istituti e test a campione sugli studenti che si offrono come volontari. Ma anche un problema di organico, legato alla mancanza di spazi e alla necessità di sdoppiare le aule negli edifici più vecchi. A meno di due mesi dal ritorno tra i banchi la ministra Azzolina è già alle prese con nuovi rebus. E alcune delle soluzioni potrebbero essere proprio gli investimenti nella direzione dell'edilizia scolastica, «grazie ai soldi del Recovery Fund».

Progetti che al momento restano in cantiere, ma che hanno sullo sfondo lo scenario quotidiano dei nuovi contagi da Covid, in netto calo nelle ultime 24 ore nel Paese, dove i casi di positività sono saliti di 170 (ieri erano di 255). Per il quarto giorno consecutivo le vittime sono 5 e la Lombardia non registra deceduti.

Migliaia e migliaia di test, quelli sierologici, saranno invece effettuati nelle prossime settimane a tutto il personale scolastico e, secondo quanto prevede l'elenco delle richieste delle parti sociali per la bozza del protocollo d'intesa tra Miur e sindacati sull'avvio dell'anno scolastico, dovrebbero essere effettuati a campione sugli studenti ma non all'interno degli istituti. Le singole Regioni si stanno già mobilitando: nel Lazio almeno 120 mila operatori della scuola inizieranno ad agosto il test di sieroprevalenza mentre una seconda azione di prevenzione riguarda il vaccino influenzale, con 2,5 milioni di dosi già ordinate sul territorio. In programma non c'è solo la prevenzione dei test. La stessa bozza del protocollo, al vaglio del Comitato tecnico scientifico, prevede la misurazione della temperatura per il personale all'ingresso degli istituti, un'equipe di psicologi a disposizione di studenti e prof per rassicurare dai timori e stress per il rischio di contagio, referenti per il contact-tracing, una help line e «l'individuazione in tutte le scuole del medico competente che effettui il servizio di sorveglianza sanitaria». Ma l'Associazione nazionale presidi va oltre e invoca il ritorno al medico scolastico, affinché si occupi anche degli studenti: «La sorveglianza sanitaria è comunque indirizzata al personale, il medico cosiddetto competente garantisce la sorveglianza soltanto sui dipendenti e i lavoratori. Inoltre solo se verrà prorogato lo stato di emergenza è previsto un medico sorveglianza, così come dispone il decreto rilancio», spiega Antonello Giannelli, presidente dell'Anp, il quale punta il dito anche sul problema degli «edifici vecchi, dove sarà difficile gestire gli spazi e quindi servono più insegnanti. In pratica - aggiunge - dove non ci sono aule grandi, i dirigenti scolastici sono costretti a dividere in due le classi e quindi ad esempio servono più docenti.

La ministra ha già spiegato che ci sono fondi per 80mila docenti in più, che rispetto al totale sono il 10%. Non so se basteranno, è difficile per noi fare un calcolo in questo momento». Anche per questo Azzolina, che a Firenze ha partecipato al tavolo regionale per la ripresa dell'anno scolastico, annuncia l'arrivo di rinforzi con «più organico alla Toscana, così come anche alle altre regioni che lo hanno chiesto», dicendosi soddisfatta «del lavoro enorme che gli enti locali hanno fatto sugli spazi». Mentre la caccia alle strutture extrascolastiche, tra teatri, cinema e altri edifici, prosegue per ospitare migliaia di classi fuori dagli istituti, la ministra punta al «salto di qualità della scuola grazie ai soldi del Recovery Fund. Siamo tutti d'accordo nel dire che tutti gli investimenti che verranno fatti sulla scuola dovranno andare nella direzione dell'edilizia scolastica e del ridurre il numero degli alunni per classe, perché questo consente sicuramente di fare una didattica che sia personalizzata, studente per studente, e tranquillizza molto anche le famiglie». E il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, avverte: «a settembre ci sarà la ripartenza e dobbiamo monitorare. Molti si preoccupano di un'eventuale seconda ondata. È possibile che il virus rialzi la testa ma vedo molto difficile che ci possa essere una seconda ondata come la prima che abbiamo vissuto tra febbraio e marzo con mille morti al giorno. La nostra sicurezza, non solo della scuola, ma anche degli uffici, degli ospedali passa attraverso l'opera di screening e un uso spregiudicato dei tamponi». 

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