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LO SCONTRO

Scuola, concorso per 32mila precari: scontro M5S-Pd sulla data


Scuola e Università
Scuola
29 set 2020, 06:30
DOCENTI, CONCORSO IL 22 OTTOBRE

Un concorso straordinario per la scuola, dal 22 ottobre al 9 novembre. Lo annuncia ai sindacati il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina. E riaccende uno scontro che aveva già infiammato la maggioranza, prima dell'estate. Insorgono i sindacati. E il Pd, con Camilla Sgambato, chiede al ministro di «riflettere» e rinviare la prova alle vacanze natalizie, per non gravare ulteriormente su istituti già sottoposti allo stress test del Covid. Contro la ministra torna alla carica Matteo Salvini, che rilancia la mozione di sfiducia leghista.

Azzolina, che è stata difesa pubblicamente dal premier Giuseppe Conte anche negli ultimi giorni, non fa marcia indietro: nelle prossime ore il concorso sarà ufficializzato con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Fine della storia? Si vedrà.

Di sicuro in queste ore il tentativo di Conte è sminare il campo della maggioranza e anche i Dem, che sulla scuola hanno annunciato i loro Stati generali, spiegano che l'invito alla riflessione sul concorso non è un attacco alla ministra. «Governare da alleati, non da avversari», è il mantra di Nicola Zingaretti. Che sul Mes sembra voler concedere ai Cinque stelle il tempo necessario per non spaccarsi. Una decisione sarà presa, spiega una fonte di governo Dem, dopo un vertice con il segretario, «quando ci saranno le condizioni»: c'è tempo fino a dicembre.

Scuola, dunque. Ad accendere la fiammata è l'annuncio di Azzolina del concorso straordinario per 32mila posti da insegnante, per partecipare al quale hanno fatto domanda 64mila precari. Leu e una parte dei Dem già prima dell'estate avevano sollecitato una selezione per titoli, anche per evitare i rischi di contagio. E Sgambato, responsabile Scuola del partito, oltre ai rischi Covid segnala che farlo a ottobre significa «stressare le scuole», che verrebbero private di molti docenti che ora sono in cattedra ma sono candidati alla prova. «È assurdo voler forzare la mano», dice il Dem Francesco Verducci. E anche se dal ministero fanno sapere che ci si sta attrezzando per svolgere i concorsi in sicurezza, la Uil scuola calcola che andranno istituite 132 commissioni e attrezzate aule in grado di contenerli.

«Fosse stato per noi avremmo fatto tenere le prove ad agosto», ribattono i senatori M5s, che difendono la ministra. Il premier Conte non commenta lo scontro ma a Palazzo Chigi sarebbe stata poco gradita la fiammata polemica, proprio in un momento in cui il tentativo in atto è quello di saldare la maggioranza. Quello di Sgambato era un invito alla riflessione, non un ingresso a gamba tesa, spiegano i Dem sminando il terreno: sta ad Azzolina decidere se accoglierlo. Ma la ministra in serata, arrivando a un vertice di Vito Crimi con i ministri pentastellati, è categorica: il concorso «si farà, domani escono le date in Gazzetta». 

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