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IL VADEMECUM

Guida all'uso della mascherina: quale scegliere, come e perché


Salute e benessere
Medicina
6 apr 2020, 12:08
Il tutorial del dott. Gasbarrini che divide scherzosamente le mascherine in egosite e altruiste

Da domenica 5 aprile in Lombardia è obbligatorio l’uso della mascherina per uscire di casa. Nonostante lo scarso entusiasmo del capo della Protezione civile Angelo Borrelli, che ha dichiarato «Mascherina? Io non la uso perché rispetto le distanze», subito rimbeccato dall’assessore lombardo Davide Caparini che lo ha accusato di «incoscienza», il dispositivo di protezione individuale più discusso non è più un’opzione per i lombardi, ma un obbligo. Chi non la indossa rischia fino a 400 euro di multa.

Una premessa: l'Organizzazione Mondiale della sanità, che potrebbe rivedere la sua posizione a breve, nelle sue linee guida propone l'impiego di questi dispositivi solo nei soggetti che hanno sintomi respiratori e che quindi potrebbero essere contagiosi. Non ci sono invece indicazioni specifiche per chi è asintomatico. Un recente studio della rivista scientifica Nature, però, ha evidenziato come la protezione possa ridurre il rischio di trasmettere le infezioni virali respiratorie, tra cui il Covid-19.
Al netto della mancanza di univocità delle indicazioni, sono innegabili le difficoltà di approvvigionamento e le falle nella distribuzione, ma secondo la Regione dovrebbero risolversi al più presto.

Facciamo allora chiarezza su quali tipologie di mascherine è meglio indossare e come.

 

1. Foulard, fazzoletti, sciarpe

Una signora protegge naso e bocca con una sciarpa - Foto Ansa/Claudio Peri

Secondo l’ordinanza di Regione Lombardia, chi non avesse a disposizione una mascherina può coprire naso e bocca anche con sciarpe e foulard. Chiariamolo subito: il loro potere filtrante non è paragonabile a quello di una vera e propria mascherina, ma in mancanza di altro sono utili per ridurre il rischio di trasmettere il virus. Più il tessuto è spesso e maggiore può essere la capacità protettiva. Fondamentale è creare una barriera che copra adeguatamente bocca e naso, magari aiutandosi con degli elastici. Appartengono a questa categoria anche le mascherine in tessuto lavabili e riutilizzabili che non hanno ottenuto la certificazione di presidio medico.

2. Mascherina di carta o chirurgica

Una donna indossa una mascherina chirurgica - FotoEpa/Ansa

Conosciuta anche come 3 veli, è consigliata per i cittadini, chi va al lavoro, per le forze dell’ordine e negli uffici aperti al pubblico. Protegge gli altri dal contagio, ma non chi la indossa. La parte colorata deve sempre essere rivolta all’esterno, si raccomanda in ogni caso di seguire le istruzioni riportate sulla confezione. Fondamentale indossarla correttamente: prima di metterla e di toglierla è necessario disinfettare le mani, va fatta aderire bene a naso e bocca, non può essere indossata per più di 4-6 ore e in ogni caso appena diventa umida va buttata. In caso di emergenza, ma sarebbe meglio evitare e sostituirla, può essere disfinfettata con una soluzione idroalcolica in spray e poi sigillata in un sacchetto chiuso e fatta riposare per qualche ora.

3. Mascherina FFP1

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio indossa una FFP1 - Foto Ansa/Massimo Percossi

Del tutto simile per efficacia a quella chirurgica, ha un potere filtrante del 78%. Anche questa non protegge chi la indossa dal virus.

4. Mascherina FFP2 o FFP3 senza valvola

La mascherina FFP2 senza valvola è consigliata anche ai cittadini - Foto Epa/Ansa

L’uso è raccomandato alla popolazione e, solo in casi di emergenza, alle forze dell’ordine quando operano in ausilio ai soccorritori o ai medici durante interventi esterni. Ha una capacità filtrante del 94% e può essere abbinata a una mascherina chirurgica o a una FFP1 per aumentarne l'efficacia.

5. Mascherina FFP2 e FFP3 con valvola

L'assessore Giulio Gallera con una FFP3 con valvola, consigliata per i medici - Foto Ansa/Filippo Venezia

Assolutamente sconsigliata alla popolazione, perché rilascia il virus all’esterno attraverso la valvola di esalazione, che ha lo scopo di agevolare la respirazione di chi è costretto a indossarla per molte ore di seguito. Dev’essere usata da medici, personale infermieristico e soccorritori del 118, in particolare nei reparti di Terapia intensiva, perché assicura la miglior protezione in entrata, visto che può chiudere completamente le possibilità di scambio con l'esterno per naso e bocca. In ospedale sarebbe preferibile avere a diposizione la FFP3 (capacità filtrante al 99%, adatta per situazioni ad alto rischio). Il suo utilizzo è da evitare da chi lavora a contatto con gli alimenti o in uffici aperti al pubblico.

 

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