I casi di Covid-19 appaiono oggi meno gravi rispetto a qualche settimana fa. Un'evidenza, questa, su cui i medici concordano e che ha acceso i riflettori sull'ipotesi che la carica virale del SarsCov2 cui la popolazione è esposta possa essersi attenuata grazie alle misure di cautela adottate. Ma questo non significa che il virus sia mutato e l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) avverte: il nuovo coronavirus «non è diventato meno patogeno».
La dichiarazione dell'Oms arriva all'indomani delle parole del direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano Alberto Zangrillo, che aveva affermato che «clinicamente il virus non esiste più». Una posizione che ha suscitato polemiche poiché, hanno rilevato vari membri del Comitato tecnico scientifico (Cts), se non correttamente interpretata, potrebbe indurre i cittadini ad abbandonate le misure di cautela e distanziamento fondamentali in questa fase. In questa direzione anche la posizione dell'Oms: «Dobbiamo essere estremamente attenti a non dare l'impressione che d'un tratto il virus, di sua volontà, abbia deciso di diventare meno patogeno. Non è affatto il caso», ha avvertito Michael Ryan, capo del programma Oms per le emergenze.
Una prova arriva anche da uno studio condotto dal San Raffaele, citato dallo stesso Zangrillo ed in via di pubblicazione su una rivista scientifica, che ha evidenziato come il virus Sars-Cov-2 si replica molto meno rapidamente ora rispetto a un paio di mesi fa e la carica virale a maggio è 10 volte inferiore che a marzo. Il dato è stato osservato in 200 pazienti ricoverati nell'ospedale milanese. Parla di un virus divenuto ora «clinicamente irrilevante» anche la virologa Ilaria Capua. Il virus, sostiene, «non è cambiato, siamo noi che siamo cambiati e siamo diventati più bravi a gestirlo». Adesso il coronavirus, afferma, «si sta comportando come si comportava i primi di gennaio, non se n'era accorto nessuno, e la seconda ondata è legata ai nostri comportamenti».
L'invito resta sempre però alla massima prudenza. I casi comunque «continuano ad esserci e nulla ci assicura che i casi ora in diminuzione non possano riprendere a crescere se allentiamo le misure di prudenza e distanziamento - ammonisce Richeldi -. Non bisogna cioè indurre le persone a pensare che il virus non esista più, perchè questo non è vero e può essere molto rischioso». Dal canto suo, Zangrillo conferma le proprie affermazioni, sottolineando di non aver mai detto che il virus è scomparso tout court. E rispetto alle critiche delle ultime ore commenta: «Se andiamo a vedere i parametri, io sono molto più scienziato di tanti autoproclamatosi tali nel Cts».



