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I DATI

Turismo, 2018 in frenata: 426 mln e presenze a +1.4%


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14 gen 2019, 18:52
Turismo a Sirmione (immagine simbolica) © www.giornaledibrescia.it

Turismo a Sirmione (immagine simbolica) © www.giornaledibrescia.it

Nonostante un estate decisamente sottotono anche il 2018 del turismo si chiude con un bel segno più. Le stime sui flussi turistici - rilevate nello studio di Cst per Assoturismo Confesercenti - indicano un totale di 426 milioni di presenze, oltre 5,7 milioni in più dello scorso anno (+1,4%), anche se in rallentamento rispetto alla crescita del 4,4% messa a segno nel 2017.
A contribuire maggiormente ancora una volta gli stranieri: nel 2018 le presenze provenienti  all'estero sono state 214,3 milioni (+1,8% rispetto al 2017), quelle italiane si fermano a 212,2 milioni (+1,0%).


L'andamento migliore si registra nel comparto alberghiero, che mette a segno una crescita del +1,9%, delle presenze, mentre l'extralberghiero si attesta al +0,3%. Si registrano andamenti positivi per tutte le aree, anche se le presenze sono aumentate in particolare nel Nord Ovest (+2,3%) e Centro Italia (+2,5%). Un ritmo di crescita decisamente superiore a quello di Sud e Isole (+1,1%) e Nord Est (+0,3%).
In assoluto le aree con le performance migliori risultano quelle della montagna (+2,8%), le  città/centri d'arte (+2,3%) e le aree collinari (+2%). Abbastanza positive le località termali (+0,9%) e i laghi (+0,8%). Le imprese attive nelle aree balneari sono state più colpite dal rallentamento dell'estate (+0,2%).
Anche sul fatturato delle aziende le segnalazioni degli imprenditori fanno emergere un trend positivo: +0,8% rispetto al 2017. A crescere sono però solo i fatturati delle strutture alberghiere (+1,3%), a differenza di quelli delle attività extralberghiere che riportano valori negativi (-0,3%). Ancora una volta emerge la differenza di valori tra le diverse macro-aree: +2,1% il fatturato segnalato dagli intervistati nell'area del Nord Ovest e del Centro, in negativo il Nord Est (-0,8%) e Sud e Isole (-0,1%).


«L'aumento dei visitatori nelle città d'arte non conferma solo la cifra culturale del nostro turismo, ma anche il buon lavoro svolto dai nostri operatori. E nelle aree montane: l'impegno per la destagionalizzazione delle nostre montagne sta dando i suoi frutti, con flussi turistici in crescita tutto l'anno» commenta Vittorio Messina, presidente Assoturismo Confesercenti. «Preoccupa, invece, il rallentamento dei turisti italiani.

Una frenata dovuta al clima economico, che ha inciso fortemente sulle località balneari italiane, che hanno sofferto anche la ripartenza dei competitor mediterranei. Nonostante questo, l'anno si chiude in crescita: segno delle grandi potenzialità del settore. Il Governo deve sostenere il settore con maggiore convinzione, a partire dal ripristino del bonus riqualificazione per le strutture ricettive».

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