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Gusto e dintorni

CHEF PER UNA NOTTE

Ecco il viaggio dall'inferno al paradiso degli abbinamenti


Cucina
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11 giu 2021, 17:08
La serata ospitata da Stocchetti Beverage a Leno è stata ripresa da Teletutto.

La serata ospitata da Stocchetti Beverage a Leno è stata ripresa da Teletutto.

Il fine è il piacere, il mezzo sono alcuni semplici regole che hanno a che fare con la nostra percezione umana di sapori e odori, ma anche con la felicità e la nostalgia. È così che si raggiunge il «paradiso» degli accostamenti cibo-bevande, come ha illustrato con la sua consueta spiritosa perizia Andrea Minoni di Stocchetti Beverage martedì sera, nell’ultima lezione di questa edizione di Chef per una Notte, ispirata dal settecentenario della morte di Dante.

Un’edizione che il conduttore Davide Briosi ha definito «una missione: siamo riusciti a esserci e non era scontato, e anche con ottimi risultati». «Abbiamo sperimentato nuove forme di comunicazione e sono piaciute - ha aggiunto la collega Clara Camplani -. Da ora non è più possibile inviare le ricette. Nei prossimi giorni la giuria si riunirà per decretare i vincitori, in attesa della serata finale, che ci sarà, al ristorante Carlo Magno di chef Beppe Maffioli e sarà trasmessa in diretta da Teletutto».

Nel frattempo, ospiti di Roberto Stocchetti nella sua sede di Porzano di Leno, Brio e Clara (con tanto di corone d’alloro sulla testa) sono stati coinvolti in un viaggio dantesco alla scoperta degli abbinamenti tra cibo e bevande, chiamati a riconoscere l’errore peggiore (inferno), la scelta più scontata (purgatorio) e quella più inaspettata ma vincente (paradiso) attraverso i divertenti sketch di Davide, Antonio e Aldo, attori di Abit.

Ma prima qualche linea guida snocciolata dal personal drinker Andrea Minoni, a suo agio più che mai nei panni di un Virgilio... del gusto. L’abbinamento può essere a «specchio» (la bevanda è scelta in base a una sua caratteristica principale presente anche nel piatto), a «compensazione» (aggiungendo, con la bevanda, ciò che manca nel piatto), o a «provenienza territoriale» (se due ingredienti sono prodotti della stessa zona, tendenzialmente staranno bene insieme). «Bisogna poi tenere in considerazione altri due elementi fondamentali - precisa Minoni -: la felicità, perché alcune cose se bevute dove sono prodotte e con uno stato d’animo predisposto sono buone ma non sempre reggono il viaggio, e la nostalgia... canaglia, perché noi andiamo a cercare molto i gusti dell’infanzia».

Un momento della serata
 Dalla teoria alla pratica, ecco i sette abbinamenti proposti. La birra bionda la possiamo abbinare con la pizza, anche se c’è un sovraccarico di lieviti, ma l’opzione migliore è gustarla da sola in buona compagnia, mentre non si deve mai bere con cibi troppo acidi, come il gazpacho. La birra scura, invece, sta «da dio» con lo stufato di manzo, così così col tiramisù e malissimo con la bruschetta. Passando ai vini, quello bianco si può abbinare al fritto misto di mare, ma ancora meglio alla robiola fritta, mentre un accostamento «infernale» è con l’insalata di finocchi e arance. Le bollicine di Saten sgrassano bene la bocca dal culatello e sono un buon accostamento con il pesce crudo, ma da evitare con il tiramisù, mentre il vino rosso può stupire se abbinato a un caciucco, vale il «purgatorio» bevuto con il Bagoss, ma non provateci con il salmone affumicato. I gironi danteschi si aprono pure per l’accostamento tra tartufo e gin, che invece è ottimo col la selvaggina e con hamburger e patatine. Infine il rum: l’abbinamento più scontato è quello con il cioccolato, ma vale il viaggio (ai Caraibi) il connubio con il pollo piccante. Da dimenticare il chupito adolescenziale con il succo di pera, che «ammazza» completamente il sapore del distillato. «La testa si apre se prima si apre la bocca - conclude profeticamente Minoni -. Andate, sperimentate, siate curiosi ma coscienti». E quindi uscimmo a riveder le stelle.

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