Ambiente

Undici mesi più caldi della media: l’anomalia ormai è una regola

Il bilancio meteorologico del 2020 conferma il trend che vede anche aumentare i fenomeni estremi
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2020, UN ANNO DI METEO

Come è stato il 2020? Se rivolgessimo questa domanda a qualsiasi meteorologo o climatologo italiano, la risposta sarebbe sempre la stessa: più caldo della norma. Se a livello nazionale le anomalie sono state pressoché a senso unico, il quadro non cambia stringendo il campo sulla nostra provincia.

Secondo i dati di Ghedi, abbiamo vissuto undici mesi più caldi della media, con l’unica eccezione rappresentata da un ottobre insolitamente… normale. Il mese più anomalo è stato indubbiamente febbraio, che ha fatto segnare uno scarto di +3,9°C, mentre al secondo posto troviamo dicembre, entrato in archivio con un divario di +2,9°C rispetto alla media storica, calcolata sulla base dei dati rilevati dal 1971 al 2000. In città la temperatura più alta, pari a +35,6°C, è stata raggiunta nel pomeriggio del 31 luglio, mentre il risveglio più freddo, con una minima di -3,8°C, è datato 7 gennaio 2020.

Se dal punto di vista delle anomalie termiche il quadro è piuttosto omogeneo in tutta la provincia, per quanto riguarda le precipitazioni è necessario distinguere le varie zone: a Ghedi sono caduti 811,9 millimetri, con un deficit pluviometrico annuale pari all’8%, mentre in città siamo arrivati a 1.089,2 millimetri, un dato leggermente superiore alla media. Le nostre valli, come sempre, hanno confermato la loro proverbiale piovosità. Se ci concentriamo sui dati di Brescia, spiccano i 213,8 millimetri caduti in quello che verrà ricordato come il mese di dicembre più piovoso della serie storica. Non a caso le nostre montagne, ma anche molte zone collinari, hanno ricevuto generose pennellate di bianco, grazie a precipitazioni che non si vedevano da tempo. Spesso si è trattato di nevicate intense, concentrate in pochi giorni o addirittura in poche ore. È una delle tante facce dell’estremizzazione climatica.

Un altro parametro che merita attenzione è il vento, in grado di soffiare più volte ad oltre 100 chilometri orari, come in occasione del temporale dell'11 luglio. Purtroppo anche in questo caso si tratta della conferma di un trend consolidato: negli ultimi anni la frequenza dei fenomeni estremi è aumentata, come dimostrano le numerose tempeste che hanno colpito il Bresciano. Tutta colpa delle temperature superiori alla media, che forniscono all’atmosfera un surplus di energia, favorendo eventi atmosferici violenti. La facilità con cui viviamo parentesi di caldo anomalo, non solo in estate, è disarmante, come si può notare dal bilancio dell’anno appena concluso: su 366 giorni, ben 211 sono stati più caldi della media, 123 nella norma e solo 32 più freddi della media. Parola dei dati di Ghedi, che non si discostano più di tanto da quelli rilevati nelle altre zone della nostra provincia.

In fin dei conti non c’è alcun motivo di stupirsi, dato che si tratta di numeri paragonabili a quelli degli ultimi anni. È inutile nascondersi, il cambiamento climatico rappresenta una drammatica realtà e le anomalie del 2020 sono solo un piccolo assaggio di quel che potrà accadere nel corso dei prossimi decenni.

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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