Volano già gli stracci sul futuro Bilancio Ue. Al primo confronto tra i leader europei sulla bozza di negoziato per il Quadro finanziario 2028-2034, si fronteggiano frugali e 'amici della Coesione' confermando una distanza che appare ancora abissale. I contributori netti vogliono un bilancio più piccolo, chiudono al nuovo debito comune e respingono gli eurobond anche solo per rifinanziare il NextGeneration Eu in scadenza. Dall'altra parte, l'asse guidato da Italia e Spagna difende i fondi per la Coesione e l'agricoltura. A Bruxelles cresce intanto l'attesa sulla proposta che la Commissione metterà sul tavolo per affrontare gli "squilibri macroeconomici" - ovvero lo strapotere economico e commerciale della Cina -, creando alcuni strumenti specifici, magari favorendo l'approvvigionamento di materie critiche europee, e cercando ovviamente di evitare lo strappo con Pechino. A spingere per una svolta ci sarebbero soprattutto Francia, Italia e Olanda, in un clima di attesa in cui si guarda soprattutto a una versione europea della 'Section 301' statunitense, lo strumento che consente a Washington di imporre rapidamente dazi o quote alle importazioni da Paesi accusati di pratiche commerciali sleali. A margine del summit europeo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente romeno Nicusor Dan hanno riunito diciassette Paesi 'Amici della Coesione' per serrare appunto i ranghi in vista del negoziato sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, dopo il primo quadro di sintesi inviato dalla presidenza cipriota dell'Ue per far partire il negoziato in Consiglio. Il messaggio è chiaro: le nuove priorità dell'Unione, dalla difesa alla competitività, non possono essere finanziate sacrificando le politiche tradizionali previste dai Trattati, a partire appunto da Coesione e Pac.
Sul fronte opposto il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha chiarito già all'arrivo al vertice che "nuovo debito europeo non può esistere", serve un bilancio in equilibrio. Il premier olandese Rob Jetten ha replicato con un secco "no" all'ipotesi di eurobond per la difesa o anche solo per rifinanziare il Recovery. "I contributori netti del Bilancio Ue non sono un bancomat dell'Unione europea", ha rincarato il cancelliere austriaco Christian Stocker. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha invece chiarito che il 'negobox' cipriota, con la limatura del 2%, è "ancor più insufficiente" della proposta della Commissione. Il negoziato è insomma in alto mare e in area 'frugale' non manca anche chi minaccia il veto all'idea di trovare un'intesa entro fine anno (sul Bilancio serve l'unanimità). Gli 'amici della Coesione' intanto serrano i ranghi: dopo la riunione a Diciassette, Meloni ha avuto un bilaterale con Sanchez per concordare sull' "opportunità di una linea comune Italia-Spagna" sul Bilancio. L'idea è "introdurre finanziamenti per nuove priorità strategiche" senza ridurre, appunto, la Coesione.



