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L'Ue rafforza Frontex, sarà braccio operativo per rimpatri

BRUXELLES - Frontex come "braccio operativo" dell'Unione per i rimpatri. Questo il cuore della proposta di riforma presentata dalla Commissione. Che disegna un'agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne più grande e con "maggiori poteri" e in grado di monitorare i possibili rischi sulle piattaforme social ma anche di intervenire direttamente nelle procedure di rimpatrio, pure nel caso di trasferimenti di migranti da un cosiddetto 'Paese terzo' a un altro. A tracciare il filo rosso, tutto politico, del nuovo progetto Ue, è il commissario europeo per la Migrazione Magnus Brunner. "Possiamo difendere le nostre libertà solo se proteggiamo i nostri confini", spiega nella conferenza stampa l'esponente austriaco del Ppe, sottolineando come "la forte pressione esercitata dalle migrazioni sui sistemi di sicurezza abbia finito per alimentare l'estrema destra". "È l'Europa a decidere chi può entrare nella nostra Unione", gli fa eco la presidente dell'esecutivo blu-stellato Ursula von der Leyen. A Palazzo Berlaymont la priorità è diminuire ancora i flussi di "immigrazione illegale", come precisa Brunner. E, per raggiungere l'obiettivo, la Commissione propone di portare l'organico di Frontex alla soglia dei 30 mila agenti nei prossimi quindici anni. Già nel prossimo bilancio pluriennale 2028-2034 i fondi dovrebbero raddoppiare per raggiungere i 12 miliardi, consentendo così di portare gli agenti 'interni' all'agenzia dalle 3 mila alle 6 mila unità, a cui si aggiungerebbero 7 mila agenti distaccati dalle autorità nazionali. Sarà creata poi una 'Riserva europea per le frontiere e i rimpatri' da 17 mila unità, composta prevalentemente da personale fornito dai Paesi membri, da formare nel tempo e da utilizzare quando necessario. Nel disegno dell'esecutivo Ue, l'agenzia con sede a Varsavia assumerà con questi numeri un ruolo centrale nelle procedure di rimpatrio a livello europeo e non solo. I 27 potranno chiedere direttamente l'assistenza di Frontex, che potrebbe dunque trovarsi ad operare anche nel caso di rimpatri dai cosiddetti 'Return Hub' europei, l'iniziativa per ora nel cantiere delle politiche migratorie di almeno 5 Paesi Ue. Per pianificare le operazioni, inoltre, sono previsti un unico 'Centro di coordinamento' sotto la direzione dell'agenzia e un nuovo regolamento per la digitalizzazione delle procedure. Ma un ruolo importante, Frontex potrà svolgerlo anche nei rimpatri da un Paese terzo all'altro, con il supporto o l'intervento diretto degli agenti europei nel trasferimento di migranti, e solo dopo gli eventuali accordi stipulati da Bruxelles con i singoli Paesi alle frontiere esterne dell'Unione. Ed è proprio questo il punto più contestato dai gruppi di centrosinistra al Parlamento, che vedono nella 'nuova Frontex' una "copia dell'Ice di Trump". E che lasciano intravedere un'approvazione del provvedimento all'Eurocamera da parte dell'asse delle destre, la cosiddetta 'maggioranza Venezuela'.
    Infine, per una Frontex "rafforzata", la Commissione intende istituire un 'Centro di monitoraggio online' che consenta all'agenzia di "prevenire minacce" e inviare segnalazioni alle stesse piattaforme social. "La crisi di Ceuta insegna", commenta un funzionario europeo. 
   

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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