Rovato cresce senza perdere l’anima «per dare un senso a ciò che abbiamo»

Avanti col Foro Boario. In vista un centro ricreativo per anziani e investimenti per la Polizia locale
Daniele Piacentini
Una veduta di Rovato - Foto © www.giornaledibrescia.it
Una veduta di Rovato - Foto © www.giornaledibrescia.it

La Qualità della vita ha ripreso il suo cammino: una presenza che in questo 2026 sarà più corposa che in passato. Ma è ancora presto per svelare le tante, tantissime novità che metteremo in campo. Intanto abbiamo iniziato un viaggio tra i Comuni bresciani, per commentare i dati emersi dalla nostra ricerca ma non solo.

Ventimila residenti e un ruolo – quello di «capitale» della Franciacorta – sostanziato da viabilità, servizi, attività commerciali e un radicatissimo tessuto sociale, fatto da un centinaio di associazioni. Rovato si presenta come una comunità moderna, inclusiva e sicura». Queste le parole della 40enne Valentina Bergo, esponente FdI passata lo scorso maggio dall’ufficio di assessore a Cultura e Istruzione a quello più prestigioso di sindaco.

Per Bergo, «la nostra posizione geografica ci rende naturalmente strategici: porta meridionale della Franciacorta e punto di collegamento tra pianura padana, lago d’lseo e Valle Camonica, Rovato è una città con una storia importante, costruita nel tempo grazie al lavoro, alla determinazione e alla capacità della sua gente. Una comunità che ha saputo crescere, affrontare le sfide e costruire il proprio sviluppo con serietà e capacità», cercando un non semplice facile equilibrio tra tre vocazioni differenti: quella agricola, tipica in particolare delle frazioni a sud del centro storico; la dimensione industriale, che ha visto negli anni importanti cambiamenti e infine lo storico legame con i servizi e il commercio, ben rappresentato dal secondo posto per numero di botteghe storiche riconosciute dal Pirellone; davanti c’è solo Brescia capoluogo, che tuttavia conta dieci volte gli abitanti di Rovato.

Valentina Bergo
Valentina Bergo

Simbolo dell’anima mercatale sono ancora oggi Lombardia Carne e lo sterminato Foro Boario di piazza Garibaldi, al centro di un sostanzioso restyling figlio dell’accordo di programma siglato con Regione nel momento più duro della pandemia da Covid-19, nell’autunno 2020. I lavori, ancora in corso, sommati a quelli generati dal Pnrr hanno aperto a Rovato una serie di partite che aspettano di essere completate, per traghettare la comunità nel futuro prossimo.

Progetti

«Il Foro Boario, la pinacoteca Fram, la Cittadella della Cultura, la nuova scuola dell’infanzia in via Santa Caterina e la mensa per la primaria del centro storico (entrambe pronte per settembre, ndr), i 10 milioni di euro per la rete fognaria nelle frazioni – ragiona Bergo – sono solo alcune delle opere chiuse o da chiudere. Intanto, nel segno di una continuità evolutiva, stiamo già ragionando su come affrontare le nuove sfide che attendono Rovato», anche se la linea d’indirizzo sarà non tanto «quella di nuove opere da costruire, quanto più la capacità di dare un senso, anche nuovo, al tanto che abbiamo», di fronte a una popolazione che sconta, non da sola, un aumento delle persone anziane.

Su questo fronte annunciata l’apertura di un nuovo centro aggregativo dedicato alla terza età, pensato come «uno spazio accogliente e accessibile, in cui gli anziani possano incontrarsi, partecipare ad attività ricreative, culturali e sociali, e sentirsi parte attiva della comunità». Previsti poi, nel prossimo futuro, uno spazio analogo per persone con disabilità e nuovi investimenti per la Polizia locale. In cantiere più videosorveglianza, l’estensione dei sistemi di lettura targhe e «il contrasto ai comportamenti incivili. Il rispetto delle regole deve essere garantito; una comunità funziona quando le regole valgono per tutti».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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