Negozi di vicinato, nel 2023 il calo è contenuto

Tiene la rete dei negozi di vicinato, registrando nel 2023 una modesta riduzione nell’ordine di 152 unità, pari al -1,1%. I 13.720 negozi di prossimità che risultavano operativi lo scorso anno sono pochi meno rispetto ai 13.872 registrati nel 2022; anno nel quale, dopo lunghi periodi di costante riduzione, era aumentato il numero degli esercizi di vicinato. Poca cosa, certo, si trattava di 195 punti vendita di piccole dimensioni, solo l’1,4% in più rispetto all’anno precedente. Nel 2023 si ritorna sostanzialmente al livello del 2021.
Sotto i 150 mq
Parliamo dei 13.720 negozi di prossimità, alimentari e non alimentari, con una superficie di vendita che non supera i 150 mq. I «negozietti», talvolta tracce del tempo passato, un qualcosa che sa di antico ma che rappresenterà sempre più un aspetto decisivo della dotazione di servizi nelle nostre comunità. Considerando che, per una parte crescente della popolazione in età avanzata, gli esercizi commerciali di vicinato sono, non di rado, il principale canale di accesso ai beni di prima necessità. Un patrimonio che sembrava destinato ad una costante erosione, sotto la spinta della grande distribuzione e delle vendite online. Basta pensare che, nel 2009, in provincia di Brescia gli esercizi di vicinato erano 16.587, e nel corso degli anni, si sono ridotti fino ai 14.114 del 2019 e ai 13.677 nel 2021. Poi, dopo il lieve incremento nel 2022, si è ritornati grosso modo al livello del 2021 sul quale sembra stabilizzarsi la rete del commercio nei piccoli esercizi.
La maggior parte di questi, nel 2023, vendono prodotti non alimentari, ben 9.552 esercizi, mentre 2.667 distribuiscono prodotti alimentari e 1.501 sono a «merceologia mista». Rispetto al 2021, non cambia sostanzialmente la ripartizione tra le categorie, con una lieve diminuzione degli esercizi non alimentari (-93) a fronte di un incremento degli alimentati (+119) e degli esercizi che vendono un po’ di tutto (+19). Non si modifica, peraltro, neppure la superficie commerciale che, arriva, complessivamente a 879.013 mq. Peraltro, nel tempo, la superficie commerciale si è ridotta di pari passo con la chiusura delle attività, scendendo dai 1.121.661 mq del 2009 ai 905.366 mq del 2019 fino agli attuali 879 mila mq.
In provincia
La densità dei piccoli esercizi commerciali nel territorio provinciale, nel 2023, è nell’ordine degli 10,9 punti vendita per ogni 1000 abitanti, valore che si fissa a 15,8 a Brescia città dove si contano 3.141 piccoli esercizi commerciali. Sono, comunque una decina i comuni bresciani con oltre 200 esercizi di vicinato con valori decrescenti da Desenzano del Garda (747) a Darfo Boario Terme (389), Montichiari (279), Orzinuovi (285), Salò (258), Rovato (249), Sirmione (227), Chiari (218) e Palazzolo sull’Oglio (203). Per altro verso non si conta nessun negozio a Cerveno e Irma che, insieme superano di poco gli 800 abitanti.
Nel territorio bresciano la presenza dei piccoli negozi è maggiore nei centri a vocazione turistica, con i picchi di Limone sul Garda (78,7 esercizi di vicinato per ogni 1000 abitanti), Ponte di Legno (53,1) e Edolo (35,8) e con valori comunque doppi rispetto alla media provinciale anche Sirmione (27,3), Salò, Darfo Boario Terme, Sonico, Borno, Ceto, Orzinuovi, Moniga del Garda, Gargnano, Idro e Iseo (20,8 esercizi di vicinato per ogni 1000 abitanti).
Dove mancano
La densità dei piccoli negozi è, invece, inferiore alla metà della media provinciale in una cinquantina di comuni. In particolare gli esercizi di vicinato sono una rarità, meno di 2 per ogni 1000 residenti, a Nuvolera (1,1 negozio x 1000 abitanti), Provaglio Val Sabbia e Polaveno (1,2), Brione (1,3), Corzano (1,4), Losine (1,6), Pertica Alta e Caino (1,8) e Monno, con 1,9 negozi ogni 1000 abitanti). Tra il 2022 e il 2023 nella maggioranza dei comuni bresciani, ben 132 su 205, il numero degli esercizi commerciali rimane complessivamente immutato, mentre in 32 centri aumenta e in 41 si riduce. Spesso le variazioni sono nell’ordine delle poche unità, sia nei comuni in cui gli esercizi commerciali aumentano che in quelli nei quali risultano in riduzione.
Saldi positivi, nel confronto tra le due ultime annualità, si registrano, in particolare, in una decina di comuni in ci gli esercizi commerciali aumentano di 3 o più unità. Tra questi Rovato (+6), Gavardo, Ospitaletto e Torbole Casaglia (+5), Castegnato, Castel Mella, Gussago e Nave (+4) e Corte Franca. Marone e Sarezzo (+3). Tra i comuni in cui si cala maggiormente il numero degli esercizi commerciali spiccano il caso di Brescia (-36), Toscolano Maderno (-33), Capriolo (-24). Lumezzane (-17), Montichiari (-15) e Montirone (-13 esercizi). Può apparire paradossale come, accanto alla proliferazione della grande distribuzione commerciale e all’esplosione del e-commerce, il negozio sotto casa costituisca un aspetto essenziale della dotazione di servizi nei nostri comuni.
I piccoli negozi, come abbiamo visto, non sfuggono al trend generale che vede ridursi questo servizio che, in alcuni contesti, si pensi ai tanti piccoli centri montani, è diventato essenziale. Poi, in prospettiva, anche nei centri maggiori, con l’invecchiamento della popolazione, il tema non è diverso. E il negozio sotto casa rimane un servizio importante e tenere aperto un negozio può fare la differenza sulla qualità della vita delle persone.
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