Ambiente, sicurezza e tenore di vita: ecco gli assi di Nave

Martedì 10 aprile la presentazione del Rapporto 2017 con sindaco, Ubi, giornale e società civile locale
Panoramica. Il cuore di Nave con la chiesa parrocchiale - © www.giornaledibrescia.it
Panoramica. Il cuore di Nave con la chiesa parrocchiale - © www.giornaledibrescia.it

Nuova tappa, la quinta, del nostro viaggio in provincia per presentare il Rapporto 2017 sulla Qualità della vita nei 38 maggiori Comuni bresciani. Martedì 10 aprile alle 20.30 tocca a Nave, per altro una delle uscite tradizionali sul territorio della nostra iniziativa giunta alla quinta edizione. Nella classifica finale Nave si colloca al 14° posto, risalendo ben 15 posizioni rispetto al 2016.

Dei punti di forza e delle debolezza del paese si discuterà nella sala consiliare del municipio con il sindaco Tiziano Bertoli, con il direttore territoriale di Ubi Banca Massimo Baricelli e con il nostro vicedirettore Gabriele Colleoni, sollecitati dalle domande del vicecaporedattore Claudio Venturelli. In sala numerosi ospiti, che daranno un contributo per delineare meglio la cifra sociale, economica, culturale, sportiva di Nave. Lo scopo della nostra ricerca, d’altronde, è proprio questo: stimolare le comunità a riflettere su se stesse, fornendo loro alcuni strumenti indispensabili.

 

 

L’ambiente (2° posto) e la sicurezza (3°) sono i due ambiti in cui Nave eccelle. Una discreta qualità dell’aria e dell’acqua, una buona gestione dei rifiuti, l’assenza di fabbriche a rischio rilevante di incidente sono gli aspetti più importanti. Quanto all’ottimo livello di sicurezza, si tratta di un elemento stabile a Nave. Pochi i delitti denunciati, pochissimi i furti in abitazione, così come gli atti vandalici registrati. Fra i punti di debolezza spicca l’andamento demografico (penultimo posto). Alta l’età media, bassissima la natalità (solo 69 neonati nel 2016), negativo il tasso migratorio, quasi trascurabile (6,8%) la presenza di immigrati. Ma anche l’economia e il lavoro soffrono (35esima posizione).

Scarso lo spirito imprenditoriale, pochi gli avviamenti al lavoro, bassa l’occupabilità (il rapporto fra gli addetti e la popolazione), irrisoria la nascita di nuove imprese. Una situazione non facile, dunque, considerata anche la storia industriale del paese. La conclusione positiva della vicenda Stefana ha certamente fatto tirare un bel respiro di sollievo alla comunità. Che comunque può godere di un buon tenore di vita, come certifica il 16° posto nella classifica dedicata. Discreti i depositi bancari (oltre 218 milioni) e il reddito medio (14mila euro), alte le pensioni di vecchiaia (1.314 euro), buona la spesa sociale del Comune.

Anche in questo settore Nave si colloca in posizione mediana (19° gradino). Bene le strutture per la prima infanzia, i posti nelle strutture socio-sanitarie, le farmacie, la spesa per l’istruzione; carenti, invece, gli spazi per il commercio di vicinato. Il paese precipita in fondo alla classifica (29° posto) per quanto riguarda il tempo libero. È in sofferenza per numero (basso) di associazioni sportive, di bar, di utenti della biblioteca, per la spesa destinata alla cultura. Anche di questo si parlerà martedì, dalle 20,30, in sala consiliare.

 

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