Politica

Verso il 25 Aprile, a Rodengo Saiano si discute la revoca della cittadinanza a Mussolini

In Consiglio comunale la Giunta proporrà invece di conferirla a Vighenzi, vittima dei nazisti
Gabriele Minelli
Benito Mussolini ha la cittadinanza onoraria a Rodengo Saiano
Benito Mussolini ha la cittadinanza onoraria a Rodengo Saiano

In vista del 25 Aprile la comunità di Rodengo Saiano è pronta a fare i conti con il proprio passato. E lo farà in occasione del Consiglio comunale straordinario del 20 aprile, che si terrà in sala alle 9.30, quando verranno affrontati due temi molto importanti: da una parte si discuterà della proposta di conferire la cittadinanza onoraria all’ex segretario comunale Gianbattista Vighenzi, uno dei 10 martiri di Rodengo Saiano fucilati a Corneto per ordine del colonnello Thaler la notte fra il 26 e il 27 aprile 1945; dall’altra della revoca del medesimo conferimento a Benito Mussolini.

Infatti, scrutando le carte dell’Archivio storico del Comune, alcuni mesi fa tecnici e amministratori hanno riportato alla luce il documento attestante che anche a Rodengo nel 1924 era stata conferita dal commissario in carica la cittadinanza onoraria al Duce.

La storia

Nel 1924 Benito Mussolini sciolse la Camera dei Deputati e dovette affrontare la campagna elettorale cercando di allargare il più possibile il suo consenso. Un gesto che si inquadra in una politica antidemocratica che avrà poi come diretta conseguenza l’abolizione del Consiglio comunale come organismo elettivo e la nomina da parte del prefetto di un podestà.

«Oggi, a 100 anni da questo evento, ricordando quello che rappresentò il Ventennio fascista per il nostro Paese, dalle leggi liberticide, l’emanazione delle leggi razziali, proponendo la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, non si vuole cancellare la Storia, ma ristabilire l’autonomia dell’Ente locale, cancellando l’imposizione fascista che ha travolto le istituzioni - spiega la sindaca Rosa Vitale -. Significa riconoscere che Mussolini fu colui che soffocò la democrazia in Italia e fu anche un criminale di guerra: pertanto persona non meritevole di tale onorificenza. Mantenere la cittadinanza onoraria a Mussolini non rende onore a coloro che sacrificarono la propria vita per la libertà di cui oggi possiamo godere e offende la comunità».

Martire

Battista Vighenzi, residente a Rovato, nel 1942 approdò a Rodengo Saiano per svolgere la funzione di segretario comunale: uomo versatile, dall’intelligenza raffinata e ampia cultura, si era gettato nella cospirazione con grande spirito di sacrificio per gli ideali in cui credeva. Fu membro del Cln e partecipò a numerosi combattimenti. Quando fu arrestato comprese che il suo sacrificio sarebbe stato inevitabile e sopportò con dignità e fermezza il suo destino. «Pagò con la vita la sua scelta – conclude la sindaca -. Per questo abbiamo proposto la cittadinanza onoraria a Vighenzi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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