Il 31 agosto sono ufficialmente arrivate al capolinea anche le vacanze dei partiti: vacanze per modo di dire, perché in realtà la politica non si ferma mai. E infatti quella che doveva essere un’estate di pausa (formalmente senza la fibrillazione di scadenze elettorali scivolose), per chi muove i fili dietro e davanti le quinte è stata invece un’estate più militante del solito, antipasto di un autunno frizzante che si prepara ad alzare la saracinesca del nuovo «anno politico» (quello che marcia di pari passo con quello scolastico, per intenderci).
Dalla Loggia alla Lombardia, passando per la Provincia di Brescia e le Comunità Montane: a tutti i livelli sul tappeto ci sono nomine, scadenze, piani strategici nei quali, dalla fine di settembre, si dovrà entrare nel merito. E che, proprio per questo, iniziano a essere «guidati» da giochi politici fatti di riassetti, strambe alleanze (sul filo del «geneticamente modificato») e dispetti.




