San Felice verso il commissariamento: dimissioni in blocco dei consiglieri di maggioranza

I consiglieri di maggioranza si dimettono in blocco, tranne uno, Lavelli, e per San Felice altra strada all’orizzonte non si vede: commissariamento fino alle prossime elezioni.
La notizia è esplosa ieri, dopo settimane di attesa. Era da tempo, infatti, che il paese aspettava la fatidica convocazione del Consiglio comunale di insediamento della nuova Amministrazione, quella guidata dal sindaco Lorenza Baccolo uscita vincente dalle elezioni dell’8 e del 9 giugno.
Lo strappo
Ieri la rottura è stata messa nero su bianco da quelli che avrebbero dovuto essere i consiglieri di maggioranza: in una nota congiunta, destinata alla stampa ma soprattutto ai cittadini di San Felice, il gruppo di consiglieri eletti per la lista civica Obiettivo San Felice (e dunque Nicolò Bacciolo, Elda Cortinovis, Pier Angelo Magagnini, Marzia Manovali, Simona Robusti, Alberto Rosina e Simona Tommasi), tutti tranne Dario Lavelli, ha spiegato l’inedito epilogo. In sostanza dopo il voto sarebbe emerso un motivo di ineleggibilità per la Baccolo e questo porta inevitabilmente verso il commissariamento.
Così scrivono: «Queste elezioni che ci hanno visto raccogliere la maggioranza dei consensi, investendoci della responsabilità di governare per imprimere una svolta positiva nel Comune e determinare un cambiamento rispetto al passato. Con pari responsabilità - continuano - approcciamo e valutiamo la situazione odierna rappresentata da una possibile causa di ineleggibilità, non palese né tantomeno certa, a carico del nostro sindaco, manifestatasi solamente durante gli approfondimenti tecnico-legali da lei promossi ed effettuati dalle autorità competenti prima dell’insediamento del Consiglio comunale». Per ora non è trapelato altro.
Le dimissioni
Esattamente ciò di cui tanto si è discusso nelle ultime settimane: la valutazione delle condizioni di eleggibilità di uno degli eletti era stata indicata dal segretario comunale al gruppo di minoranza Idee in Comune (che aveva chiesto lumi in merito nelle scorse settimane) come causa della mancata convocazione della seduta di insediamento. Idee in Comune si riserva di commentare l’accaduto nei prossimi giorni.
Intanto, i consiglieri comunali dimissionari: «Consapevoli che eventuali contestazioni possano aprire fronti giudiziari con ripercussioni sull’operatività di tutti gli organi comunali, paralizzando di fatto l’apparato amministrativo con il conseguente allontanamento dagli obiettivi di riforma e di crescita affermati in campagna elettorale, con grande rammarico abbiamo deciso di rassegnare le nostre dimissioni da consiglieri comunali con effetto immediato. Questo gesto - continuano - non è un atto di resa, ma una presa di posizione contro chi cerca di gettare discredito sulla nostra Amministrazione, con l’auspicio che questo nostro passo possa contribuire a ristabilire la dovuta e necessaria serenità».
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