Gelmini: «Draghi a Rimini ha dato la sveglia all’Europa»

La senatrice di Noi Moderati Mariastella Gelmini era presente ieri al Meeting di Rimini. Ha partecipato all’incontro «La coesione cresce dal basso. La società protagonista». Per noi ha risposto ad alcune domande.
Com’è cambiato negli anni il Meeting di Rimini? Che valore ha per la politica e anche per lei?
«Torno al Meeting di Rimini sempre con piacere. Incontri, dialogo, confronto, amicizia, condivisione, preghiera: evolve edizione dopo edizione, ma non perde quello spirito autentico che lo contraddistingue. Nei giovani volontari ho riconosciuto quella generazione di ragazze e ragazzi che, poche settimane fa, ha invaso Roma per il Giubileo dei giovani. Da questi arriva un messaggio di speranza, di perdono e ottimismo. La politica deve fare tesoro di questo».

Dallo spirito del Meeting possono nascere proposte politiche?
«Questo Meeting, di fronte alla crescente disgregazione delle nostre società, ci impone di recuperare il senso di comunità, della famiglia e di riscoprire quei valori cattolico popolari mai fuori moda. Bisogna combattere la denatalità, potenziare il welfare per la famiglia, sostenere il ceto medio impoverito attraverso misure come un Piano Casa. E poi attenzione alle giovani generazioni, occorre potenziare luoghi come gli oratori, contrastare la povertà educativa. È il lavoro che Noi Moderati, con Maurizio Lupi, stiamo portando avanti, anche in vista della prossima legge di bilancio».
Cosa ne pensa del discorso di Mario Draghi? L’Europa ha davvero un ruolo marginale nell’assetto mondiale?
«Mario Draghi ha, ancora una volta, dato la sveglia all’Europa: per tornare ad essere davvero protagonista di questo nuovo e complesso contesto economico e geopolitico, per affrontare a testa alta le sfide che abbiamo di fronte, all’Unione Europea serve un cambio di passo. A partire da quella difesa comune, non alternativa ma complementare alla Nato, che De Gasperi auspicava anni fa. L’Europa deve alzare l’asticella dell’ambizione politica: meno bandierine di partito, più lavoro comune».
Il governo Meloni è il quarto più longevo della storia repubblicana: è davvero così forte? Crede che i rapporti tra Meloni, Salvini e Tajani siano tutt’ora ottimi?
«Il governo Meloni sta dimostrando responsabilità e autorevolezza. All’interno del centrodestra su determinate tematiche ci sono sensibilità diverse ed è giusto che sia così in una coalizione, ma la maggioranza è coesa e concentrata su dossier cruciali per il Paese. Sono convinta che questo Governo possa diventare il più longevo della storia della nostra Repubblica».
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