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A Manerba il primo Comitato bresciano col logo di Vannacci

È il numero 27 a livello nazionale. Grumi: «A marzo il tesseramento»
Daniele Sandrini e Silvia Grumi - © www.giornaledibrescia.it
Daniele Sandrini e Silvia Grumi - © www.giornaledibrescia.it
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Non dichiarano il loro addio ad altri partiti: «Non ne facevamo parte perché, messi alla prova, avevano già tradito la nostra fiducia da elettori» spiegano. In questo caso, lasciano il «civismo», quello che li ha portati a conquistare un posto (tra i banchi di opposizione) in Consiglio comunale, dove però rimarranno senza formare un nuovo gruppo consiliare, perché «i cittadini ci hanno votato in quella lista e per quel programma, dunque è giusto rispettarli». Loro sono Daniele Sandrini e Silvia Grumi e a Manerba del Garda hanno formato il primo Comitato costituente di «Futuro nazionale» nel Bresciano, il partito fondato da Roberto Vannacci dopo il suo divorzio breve (ma di certo non inaspettato) con la Lega.

Si tratta del Comitato ufficiale numero 27 in Italia, cifra che sarà impressa accanto al nome dell’organismo. Sandrini (che invece un passato, seppur remoto, nella Lega ce l’ha: è stato un iscritto ed è stato assessore nel 2010, per poi ritirarsi dal partito alla fine di quel mandato amministrativo) ricopre la carica di presidente, Grumi è la sua vice.

L’ufficializzazione dell’investitura è arrivata loro lunedì 16 febbraio direttamente da Roma e ora attendono indicazioni puntali sui prossimi passi. Timbro e logo sono arrivati dopo aver seguito alla lettera tutto il cursus honorum: in principio i due avevano infatti lavorato alla formazione del «Mac», acronimo di Mondo al contrario, lo slogan appiccicato ai team nati a sostegno del generale.

«Il gruppo originario del Mac è composto da dodici persone, nei mesi scorsi ci siamo confrontati e incontrati con i colleghi di Desenzano, Sirmione e Toscolano» spiega Grumi. Che aggiunge: «Nei mesi abbiamo seguito Vannacci nelle varie piazze d’Italia, oltre ad aver votato per lui alle Europee: il punto non è solo che condividiamo i valori della tradizione e della famiglia, decantati anche da altri partiti del centrodestra, ma soprattutto che il generale è uno di noi, parla chiaro e non evita le domande scomode». I prossimi passi? L’organizzazione del tesseramento, che si metterà dal 1° marzo. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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