Politica

Ius scholae: «no» granitico della Lega, Fratelli d’Italia temporeggia

Bordonali: «Neanche con Draghi c’era il sì, l’Italia è già il Paese in Europa che concede più cittadinanze». Almici: «Non è nel nostro programma e dunque al momento non è una priorità»
Da sinistra, l'on. Bordonali (Lega) e l'on. Almici (FdI)
Da sinistra, l'on. Bordonali (Lega) e l'on. Almici (FdI)

È nella squadra di governo che c’è la crepa sullo Ius scholae. Da un lato c’è la Lega che si è ritirata sull’Aventino sventolando un «no» granitico; dall’altro c’è Fratelli d’Italia che continua a «fare melina», ribadendo che lo Ius scholae «non è una priorità».

Lega

L’on Simona Bordonali parte dalla legislatura che ci siamo lasciati alle spalle: «Lo Ius scholae è un tema che non ha trovato consenso neppure durante il governo Draghi, nonostante l’ampia maggioranza. Questo dimostra che persino in un momento di grande coesione politica c’era l’accordo necessario per introdurre una modifica così radicale alle nostre leggi sulla cittadinanza».

Per supportare la tesi sfodera i numeri: «L’Italia è già il Paese in Europa che concede più cittadinanze: solo nel 2022, ha consegnato la cittadinanza a circa 121mila persone, risultando prima nell’Unione Europea per numero di cittadinanze concesse. Modificare ulteriormente le nostre leggi potrebbe portare a un incremento che il sistema non è pronto a gestire. Oggi, un minore straniero in Italia gode degli stessi diritti di un minore italiano e ottenere la cittadinanza al compimento dei 18 anni rappresenta una scelta consapevole e ponderata. Anticipare questo momento potrebbe privare il giovane della possibilità di riflettere sulla sua identità e sull’importanza di acquisire la cittadinanza».

Fratelli d’Italia

A dare voce alla posizione, più sfumata, di Fratelli d’Italia è l’on. Cristina Almici: «Il nostro partito si era già espresso nel 2022: è evidente che il percorso della cittadinanza debba essere legato alla scuola dell’obbligo, siamo dunque favorevoli a subordinarla ai due cicli scolastici».

Non c’è però il cartellino verde alla proposta dei forzisti, semmai giallo: «Lo Ius scholae non è inserito nel programma di governo e dunque non è una priorità in questo momento e sicuramente non può essere un tema di rottura e la Lega è esplicitamente contraria. Si valuteranno quindi in futuro tempi e modalità, oggi il tema non è in agenda. Del resto, la sinistra non ha mai portato a termine questa riforma quando poteva farlo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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