Il 22 gennaio a Davos in Svizzera, durante il World economic forum, è stato firmato lo statuto del Board of Peace, l’organizzazione internazionale voluta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. «Promuovere la stabilità e assicurare una pace duratura nelle aree afflitte o minacciate dai conflitti», è questo l’obiettivo del tycoon.
Ma per inquadrare davvero il Board of Peace si deve tenere in considerazione anche quanto è accaduto – e sta accadendo a Gaza –. La volontà di creare un organismo di questo tipo rientra infatti nel più ampio spettro della situazione mediorientale. Proprio la fase due del piano di pace di Trump prevede che possa nascere un consiglio in grado di governare la Striscia e coordinare la ricostruzione della stessa. Attualmente fanno parte del Board of Peace circa un trentina di Paesi: tra questi non c’è l’Italia che attualmente ha solo lo status di osservatore.




