A Monaco Merz sferza gli alleati: «Frattura tra gli Usa e l’Europa»

Friedrich Merz si prende il palco di Monaco. E dopo un anno dallo scioccante discorso di JD Vance alla Conferenza sulla sicurezza, che mostrò chiaramente quello che avrebbe portato la nuova era Trump, il cancelliere tedesco ha ammesso che il vicepresidente americano «aveva ragione: tra di noi si è aperta una frattura». Non per le ragioni mosse dal leader americano, ma perché «la lotta culturale del movimento Maga non è la nostra», ha attaccato il leader di Berlino.
Che se da una parte ha trovato la sponda di Emmanuel Macron, secondo cui «tutti dovrebbero ispirarsi a noi e dovrebbero smetterla di criticarci», dall'altra ha visto il cancelliere lanciare un appello: «Riparare e ravvivare insieme la fiducia transatlantica» che resta imprescindibile. In questo, «l'Europa sta facendo la sua parte».
Le parole
Parole in attesa di quelle di Marco Rubio che arrivando in Baviera ha già messo le cose in chiaro: «Viviamo in una nuova fase geopolitica, ognuno deve rivedere il suo ruolo». «Dobbiamo parlare, è più urgente che mai», ha detto Merz, sottolineando come «da diversi anni anche qui in sala c'è un umore segnato da tensioni e conflitti in aumento nel mondo», per poi citare il motto della conferenza che è tutto un programma: «Under destruction».
«Temo che dobbiamo dirlo in termini ancora più chiari: l'ordine mondiale del secondo dopoguerra, per quanto imperfetto fosse anche nei suoi momenti migliori, non esiste più», ha sentenziato Merz in un discorso in cui ha voluto evidenziare tutta la differenza che ora c'è tra Stati Uniti ed Europa. «Da noi, la libertà di parola finisce quando questa si rivolge contro la dignità umana e la Costituzione. Noi non crediamo nei dazi doganali e nel protezionismo, ma nel libero scambio. E restiamo fedeli agli accordi sul clima e all'Oms perché convinti che solo insieme potremo risolvere le sfide globali», ha elencato, in contrapposizione alla linea trumpiana. Ma nonostante questo c'è spazio per ricominciare, è il messaggio del cancelliere tedesco.
«Da tre generazioni, la fiducia tra alleati, partner e amici ha reso la Nato l'alleanza più forte di tutti i tempi. E nell'era della rivalità tra grandi potenze, nemmeno gli Stati Uniti saranno abbastanza potenti da poter agire da soli». Con questo in mente, ora però è tempo che l'Europa reagisca. «Un'Europa sovrana è la nostra migliore risposta ai tempi nuovi. Unire e rafforzare l'Europa è oggi il nostro compito più importante», ha detto invitando il Vecchio Continente a «concentrarsi sull'incremento della nostra libertà, sicurezza e competitività» per diventare un «vero global player» con «una propria strategia sulla politica della sicurezza».
Le posizioni
È in questa direzione che il cancelliere ha rivelato di aver già avuto colloqui con il presidente francese Emmanuel Macron «sulla deterrenza nucleare europea», in un percorso che - assicura - «sarà pienamente integrato nella nostra condivisione nucleare all'interno della Nato». È proprio nel presidente francese che Merz ha trovato man forte, al termine di una prima giornata di conferenza squisitamente euro-atlantica, in cui sono volate scintille anche tra l'ambasciatore Usa all'Onu Mike Waltz - che ha lanciato lo slogan in salsa Maga Make the Un great again - e l'alto rappresentante Kaja Kallas. «Sono qui con un messaggio di coraggio e determinazione», ha detto Macron aprendo il suo atteso discorso all'incontro bavarese.
«Tutti vorrebbero che noi fossimo più forti con la nostra difesa, a parte i nostri nemici. Noi vogliamo un'Europa più forte», ha aggiunto. Il presidente francese ha poi messo il focus su uno dei temi chiave della conferenza, affrontato in una specifica riunione a cui ha partecipato anche Antonio Tajani: l'Ucraina e il percorso per la fine della guerra. «Non ci sarà alcuna pace senza gli europei, statene certi», ha messo in guardia il capo dell'Eliseo.
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