Passione Meteo

Il freddo e la neve di otto anni fa

I giorni passano e l’inverno si avvia rapidamente verso la sua conclusione: secondo il calendario meteorologico, il 1° marzo prenderà il via la primavera
La neve cadde copiosa anche in pianura © www.giornaledibrescia.it
La neve cadde copiosa anche in pianura © www.giornaledibrescia.it
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I giorni passano e l’inverno si avvia rapidamente verso la sua conclusione: secondo il calendario meteorologico, il 1° marzo prenderà il via la primavera e sarà dunque tempo di bilanci. Una cosa è certa: dati alla mano, stiamo vivendo uno dei mesi di febbraio più miti di tutta la serie storica bresciana, iniziata nel secondo dopoguerra.

L’assenza pressoché totale di irruzioni fredde si è rivelata il marchio di fabbrica di un mese estremamente mite, quindi agli appassionati di meteorologia non resta che fare un tuffo nel passato, alla ricerca di qualche variazione sul tema.

Otto anni fa, ad esempio, l’ultima decade di febbraio fu accompagnata da un vero e proprio crollo termico, che portò minime vicine ai -8°C e massime inferiori allo zero: nel pomeriggio del 27 febbraio 2018 la stazione meteorologica di Mompiano rilevò una massima di -0,1°C, mentre all’alba del giorno seguente i termometri scesero fino a -7,7°C.

Neve marzolina in pianura? A volte capita

Non solo: il 1° marzo una perturbazione raggiunse in Nord Italia e la neve cadde a larghe falde anche in pianura, con temperature pienamente invernali. A Brescia la coltre bianca raggiunse i 10 centimetri e le massime rimasero sotto zero: ai piedi del colle di San Giuseppe, nel momento più “caldo” della giornata, la temperatura raggiunse i -1,1°C, stabilendo così un incredibile record.

Se invece parliamo di minime, il primato relativo al mese di marzo risale invece al 2005, quando l’osservatorio dell’istituto Pastori scese fino a -10,0°C. I colpi di coda invernali non sono poi così rari e se sfogliamo le pagine della nostra serie storica scopriamo un dato per certi versi sorprendente: sommando tutte le nevicate avvenute a Brescia nei mesi di marzo degli ultimi ventisei anni, otteniamo un accumulo di oltre mezzo metro.

Il meteoquiz

Ora scopriamo insieme la soluzione dell’ultimo meteoquiz: i fulmini positivi sono estremamente pericolosi perché possono cadere a diversi chilometri di distanza dai cumulonembi, cogliendo di sorpresa chi pensa di essere al sicuro. Ecco perché la prudenza, quando si parla di temporali, non è mai troppa.

Per il nuovo quesito torniamo a parlare di nevicate tardive e vi chiediamo di ripensare a ciò che accadde sedici anni fa. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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