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Stefano Cavagna, il temerario: «Dalla Terra del Fuoco alla Bolivia in bicicletta»

Il 42enne di Lumezzane ha pedalato per 6.012 chilometri. A ottobre nuova avventura partendo dal lago Titikak
Stefano Cavagna in bicicletta - © www.giornaledibrescia.it
Stefano Cavagna in bicicletta - © www.giornaledibrescia.it
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Da Ushuaia, nella Terra del Fuoco, fino a Uyuni, in Bolivia: 6.012 chilometri percorsi in bicicletta. L’autore di questa impresa nel Sudamerica è Stefano Cavagna, 42 anni di Lumezzane. «Mi piaceva svegliarmi ogni giorno senza sapere cosa avrei visto e dove sarei arrivato» ha detto Cavagna raccontando la sua voglia di scoprire nuovi orizzonti e di mettersi alla prova in un viaggio in solitaria attraverso paesaggi unici e culture diverse.

L’idea è maturata nel tempo, partendo da un corso Cai a Lumezzane durante il quale un istruttore gli ha messo «la pulce nell’orecchio». Dopo aver letto molti testi sull’argomento, ha organizzato il suo percorso, migliorando la sua attrezzatura, e partendo alla scoperta di un mondo nuovo.

Durante il suo viaggio, ha attraversato la Patagonia, la Pampa Argentina e la Cordigliera delle Ande sperimentando momenti belli e complicati: ha dovuto affrontare il vento forte, la mancanza di acqua e cibo, le lunghe distanze da percorrere ogni giorno, ma si è riempito gli occhi della bellezza della natura e incontrando persone che gli hanno dato la forza di andare avanti. Ha vissuto momenti di introspezione, liberando la mente e facendo un percorso di crescita personale che gli ha permesso di affrontare gli imprevisti con serenità e calma: «La testa - dice - è l’80%, perché il fisico arriva dove arriva».

«Non mi sono mai sentito in pericolo - racconta - . A me piace pensare che il mondo sia un posto sicuro e che fidarsi è importante, il mondo ci viene descritto come spaventoso, ci insegnano a non fidarci, ma sono più le persone disposte ad aiutarti che a farti del male, finché stai nel tuo non potrai mai vederlo».

Ma il suo viaggio non è ancora finito: ad ottobre partirà dal lago Titikaka, per attraversare Perù, Ecuador e Colombia, fino all’estremo nord del continente. «Ci sono tanti modi per vivere e pian piano le persone stanno prendendo maggiore consapevolezza di questo» continua.

Nonostante il suo spirito avventuroso, Stefano è anche consapevole della necessità di un equilibrio: «Fisicamente sono stato bene, ma ho fatto troppo allenamento prima di partire» ha ammesso. Stefano Cavagna ora è pronto per affrontare il prossimo capitolo della sua avventura, sicuro di poter far fronte alle sfide che il futuro gli riserverà. Il suo viaggio è un invito a tutti a scoprire il mondo, ad andare oltre le proprie paure e a credere nella bontà delle persone.

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