Da Milano a Monaco in bici, attraverso la Valcamonica e lungo l’Oglio

La ciclabile che unisce Monaco a Milano un’occasione anche per il territorio bresciano: ecco la Ciclovia transalpina
  • Il bike test della Ciclovia transalpina
    Il bike test della Ciclovia transalpina - © www.giornaledibrescia.it
  • Il bike test della Ciclovia transalpina
    Il bike test della Ciclovia transalpina - © www.giornaledibrescia.it
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In tempi di disincanto diffuso l’Europa prova a ritrovarsi, perché no? Anche scommettendo sulle ruote della bicicletta e sulle emozioni che può regalare la mobilità «dolce» del cicloturismo. È lo spirito con cui è nata la Ciclovia transalpina Monaco-Milano, che, nell’attraversare tre Stati europei, dal Tonale fino al Sebino s’innesta sulla ciclabile della Valle Camonica, lungo l’Oglio e accostando il patrimonio Unesco dei Pitoti.

Il tratto italiano

Il tratto italiano da Bolzano alla Madonnina è stato ufficialmente presentato la scorsa settimana nel capoluogo südtirolese, da cui è scattato il bike test condotto da una ventina tra guide e cicloviaggiatori che in tre giorni hanno raggiunto Milano (con tappe a Vermiglio e Darfo) per una verifica sul campo dello stato dell’opera. Il tracciato tra i due capoluoghi è in gran parte strutturato grazie alle ciclabili già attivate fino al lago d’Iseo. Il percorso da qui al capoluogo lombardo è attrezzato per ora solo in parte, anche se nel Milanese può fruire sulla rete consolidata di ciclabili del Naviglio della Martesana.

L’idea e il percorso

Anima dell’ambizioso progetto, che si rifà al modello tedesco di percorsi ciclistici a lunga distanza sui principali assi di comunicazione continentali, è Dario Furlanetto, presidente del Circolo culturale della Valcavallina, che una decina di anni fa fu tra i più decisi promotori della Ciclovia dell’Oglio, premiata come Italian Green Road nel 2019.

«L’idea della Monaco-Milano – spiega – è nata nel 2017 sul Presena in un incontro tra autorità regionali e locali, per creare una diramazione della ciclovia Monaco-Venezia che coinvolgesse anche i nostri territori, lungo l’antica "via dell’Impero", ossia la Statale 42 del Tonale e della Mendola». Obiettivo del progetto, è stato spiegato in sede di presentazione, è disporre di una ciclovia sicura che offra la possibilità di viaggi condivisi e a ritmo lento sulle due-ruote (una tartaruga in bici è il logo ufficiale), e consenta ai cicloturisti di scoprire il grande patrimonio naturalistico e culturale lungo il percorso, di incontrare persone e storie, e di costruire così dei ponti tra territori, comunità e saperi.

I protagonisti

Guido Calvi, responsabile del servizio Parco Adamello, in rappresentanza della Comunità montana Valle Camonica - © www.giornaledibrescia.it
Guido Calvi, responsabile del servizio Parco Adamello, in rappresentanza della Comunità montana Valle Camonica - © www.giornaledibrescia.it

L’iniziativa ha raccolto l’adesione di un ampio gruppo di amministratori locali e regionali, di professionisti, di attivisti e imprenditori (tra loro il Consorzio Adamello Ski, la Comunità montana di Valle Camonica e il Consorzio Comuni Bim camuni). «Con la ciclovia dell’Oglio abbiamo visto crescere il numero di visitatori e di richieste di informazioni, il raccordo con la Monaco-Milano è in questo senso promettente – sottolinea Guido Calvi, responsabile del servizio Parco Adamello, in rappresentanza della Comunità montana Valle Camonica, prima di mettersi in sella per il Bike Test insieme a Pietro Bolis, uno dei “padri” della ciclabile camuna –. È fondamentale continuare ad investire in questo tipo di infrastrutture. Certo, resta molto da fare e prima di tutto da noi va potenziato il trasporto bici sul treno».

Verso le Olimpiadi

Gli organizzatori guardano al possibile collegamento tra Cortina e Milano in vista delle Olimpiadi invernali 2026, e non a caso c’è il sostegno della Regione Lombardia, rappresentata a Bolzano dall’assessora alle Infrastrutture, Claudia Maria Terzi. «Siamo parte attiva insieme ai territori nella concretizzazione di questa progettualità, la Monaco-Milano costituisce un elemento di richiamo importante, in grado di generare un indotto economico significativo sul territorio – spiega –. Progetti sovracomunali come questo consentono di ragionare su larga scala nell’ottica di implementare sempre più una "rete di reti" ciclabili fondamentale per promuovere davvero una cultura della connessione attraverso la mobilità lenta e la multimodalità. La Ciclovia nasce in questa logica ed è l’occasione per un collegamento tra il bacino padano e Oltralpe, dove il cicloturismo sta conoscendo un vero boom».

«La bicicletta è più di un mezzo – rilancia Furlanetto apprestandosi al primo colpo di pedale verso Milano – è un motore per lo sviluppo locale, un ponte tra cultura, natura e comunità: ho fiducia nel potere della pedalata». Recita il motto nel logo della Ciclovia: non c’è mai una strada troppo lunga per chi viaggia lentamente.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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